mercoledì 8 aprile 2009

TENOSINOVITE, infiammazione di un tendine e della sua guaina (sinovia)

TENOSINOVITE, infiammazione di un tendine e della sua guaina (sinovia) di natura infiammatoria o tubercolare. La forma tbc si manifesta nel corso dell'infezione che abbia colpito qualche organo e avviene per disseminazione attraverso la corrente sanguigna. Colpisce di preferenza i tendini della mano e i sintomi sono caratterizzati da tumescenza, dolore, limitazione alla flesso-estensione delle dita. Il processo tende ad aprirsi una strada verso l'esterno attraverso tragitti fistolosi. La terapia è quella chemioterapica antitubercolare. Se gli esiti comportano rigidità della mano si rende necessario l'intervento chirurgico. Per la tenosinovite infiammatoria, la cui sintomatologia è affine, la cura antibiotica porta alla guarigione.

TENIASI, infezione parassitaria

TENIASI, infezione parassitaria talvolta asintomatica che può produrre stipsi alternata a diarrea, nausea e vomito, coliche addominali, insonnia, midriasi (pupille dilatate), scialorrea (aumentata salivazione), astenia, dimagrimento e più raramente convulsioni o segni meningei. È dovuta a diverse varietà di platelminti (vermi piatti segmentati), denominate tenie, che vivono da parassiti nell'uomo o in vari vertebrati (bovini, suini, cani, gatti). Alcune specie (tenia saginata, tenia solium) vivono nell'intestino umano; altre sono parassite dell'uomo allo stato di larva (vedi ecbinococcosi). Questi platelminti, di lunghezza variabile, sono vermi cosmopoliti ermafroditi, si nutrono per osmosi, sono molto longevi (vivono alcuni anni), non permettono altre infestazioni (da qui la definizione di verme solitario); molte specie sono fornite di scolice (testa con ventose), da cui si originano a catena le proglottidi, le quali contengono le uova.

TENESMO, tensione dolorosa talvolta accompagnata da bruciore

TENESMO, tensione dolorosa talvolta accompagnata da bruciore e dal desiderio parzialmente insoddisfatto d'espulsione; si verifica a livello dell'ano (tenesmo rettale) o della vescica (tenesmo vestitale). Il fenomeno rettale può manifestarsi per proctite, emorroidi, ragadi, cancro rettale, polipi, linfogranulomatosi rettale, atonia intestinale con formazione di fecalomi, stenosi infiammatorie e cicatriziali, esiti di traumi, infiammazioni, adenomi, cancri prostatici, tumori e retroversione dell'utero. Un tenesmo vestitale può essere riferito a infiammazioni, tumori delle vie urogenitali, calcolosi, affezioni rettali e prostatiche, mieliti, sclerosi a placche, sclerosi laterale amiotrofica, traumi pelvici, urine eccessivamente acide, spasmi tetanici, operazioni sul retto.

ROTTURA DEL TENDINE DI ACHILLE

ROTTURA DEL TENDINE DI ACHILLE , rottura provocata da un agente traumatico tagliente; determina la retrazione dei due estremi con impedimento della deambulazione. La cura è solo chirurgica e consiste nell'avvicinamento e nella sutura dei due estremi sezionati, da eseguirsi il più presto possibile. Il fatto che il tessuto tendineo non cicatrizzi e che solo quello peritendineo sia in grado di farlo, può dar luogo a complicazioni post-operatorie per il blocco dello scorrimento del tendine stesso.

SINDROME TEMPORALE

SINDROME TEMPORALE, comporta l'insieme di processi patologici che interessano il lobo temporale dell'encefalo e che sono vascolari, tumorali, degenerativi, traumatici, ecc. L'epilessia di origine temporale comporta sintomi come allucinazioni visive, uditive, olfattive e gustative. Compaiono anche pallore, senso di costrizione toracica o addominale, perturbazioni affettive e psicomotrici, afasie (vedi epilessia). In altri casi si verificano perdita della memoria dei fatti recenti ed emianopsia.

PATOLOGIA PROFESSIONALE DA TEMPERATURA

PATOLOGIA PROFESSIONALE DA TEMPERATURA, disturbi e malattie conseguenti all'incapacità del sistema di termoregolazione del corpo umano di rispondere adeguatamente agli stimoli termici ambientali. Gli organi ed apparati maggiormente colpiti sono quelli interessati dai processi di termoregolazione: l'apparato cardiocircolatorio, la cute ed i suoi annessi, il compartimento idroelettrolitico ed il sistema nervoso centrale.

L'organismo umano, che deve mantenere la propria temperatura ad un valore costante di circa 37°, soprattutto per salvaguardare il corretto funzionamento degli organi interni, ottiene tale risultato essenzialmente attraverso due meccanismi controllati dal sistema nervoso centrale: la dilatazione e la costrizione dei vasi sanguigni che, aumentando o diminuendo la massa di sangue circolante a livello della cute, rispettivamente favoriscono ed impediscono il trasferimento del calore dall'interno verso la superficie corporea, e quindi la dispersione di calore nell'ambiente circostante; la sudorazione ed il brivido, che determinano rispettivamente un aumento della dispersione di calore (attraverso l'evaporazione del sudore) e un incremento del calore endogeno (mediante la contrazione della muscolatura volontaria).