mercoledì 8 aprile 2009
TERATOMA tumori tessuti embrionali
TERATOMA, termine che deriva dal greco (teratos = mostruosità) e che definisce quei tumori che insorgono da residui di tessuti embrionali che non si sono regolarmente sviluppati e che, rimasti inclusi in un organo, vanno incontro, ad un certo momento, a improvvisa crescita. I teratomi, al contrario degli altri tumori, che sono per solito formati da un unico tipo di cellule, sono costituiti da tessuti diversi tra loro, ad esempio pelle con peli, ghiandola tiroide, cartilagine, vasi sanguigni, cervello, intestino e così via; in genere queste strutture, pur di tipo tumorale, non sono caratterizzate da aspetti di malignità e quindi i teratomi sono benigni; se, come talvolta accade, uno o più dei tessuti tumorali hanno caratteristiche di malignità, allora anche il teratoma è maligno e viene per solito definito teratoma maligno o teratocarcinoma (vedi). Teratomi possono ritrovarsi in ogni sede, ma le localizzazioni più frequenti riguardano l'ovaia (ove il teratoma è formato soprattutto da pelle con peli e ha aspetto cistico, donde il nome di cisti dermoide), il mediastino, la zona dell'osso sacro; nel testicolo i teratomi sono invece quasi sempre maligni.
TERATOGENICITA DEI FARMACI
TERATOGENICITA DEI FARMACI, gli effetti dei farmaci sulle malformazioni fetali sono stati indagati fin dai primi del Novecento, quando già era noto che l'azione di fattori estrinseci sulle condizioni di sviluppo dell'uovo poteva essere tanto più dannosa, ovvero teratogena (produttrice dei feti mostruosi), quanto più si manifestava precocemente. Nel 1930 si avevano già nozioni sperimentali relative agli effetti teratogenetici di determinati sulfamidici e nel 1935 veniva accertata la possibilità degli ormoni steroidei di produrre malformazioni genitali, sino alla inversione del sesso. Entro la prima metà del Novecento gli studi sulla teratogenesi consentirono di dimostrare che una grandissima quantità di sostanze chimiche possono indurre effetti teratogenetici quando vengono somministrate in una determinata specie animale piuttosto che in un altra, nonché a dosi inappropriate e in momenti inopportuni.
TERATOCARCINOMA, tumore maligno
TERATOCARCINOMA, tumore maligno che insorge su malformazioni di tessuti di vario tipo. Rappresenta la variante maligna del teratoma (vedi) e si localizza nella grande maggioranza dei casi nel testicolo, assai più raramente nell'ovaia, nei tessuti retroperitoneali o nel mediastino. A rapida crescita, con preferenza per le prime due decadi della vita, il teratocarcinoma del testicolo dà facilmente metastasi nelle ghiandole linfatiche dell'addome e nei polmoni; la cura consiste nell'asportazione del testicolo e delle ghiandole linfatiche, con trattamenti radiologici e farmacologici complementari: un terzo dei casi è curabile con questi mezzi, purché il tumore sia stato aggredito in tempo.
TENSIONE PREMESTRUALE, dipende dall'eccessiva concentrazione di follicolina
TENSIONE PREMESTRUALE, dipende dall'eccessiva concentrazione di follicolina (follicolinemia); produce nella donna mestruata dei disturbi talvolta normali talvolta patologici. Facoltativamente compaiono, in condizioni fisiologiche, sintomi psichici (tendenza all'isolamento, umore variabile, eccitabilità psichica e affettiva), intestinali (meteorismo, flatulenza, vomito, diarrea), respiratori (coriza, asma), urinari (tenesmo, pollachiuria), metabolici (variazione del peso per ritenzione di acqua, acetomia, acetonuria), dolori colecistiti. Altre volte si manifestano: aumento dell'appetito fino alla bulimia, tensione dei seni, ripugnanza o eccitazione sessuale. In condizioni patologiche le ricorrenze mensili determinano, per evidenziazione di processi latenti: crisi epilettiche e isteriche, tetania, manifestazioni cutanee, colecistiti, appendiciti, annessiti, ovario
AUMENTO DELLA TENSIONE INTRAOCULARE, ipertensione oculare
AUMENTO DELLA TENSIONE INTRAOCULARE, ipertensione oculare in genere provocata da un aumento della resistenza al deflusso dell'umor acqueo. Questo si forma nella camera posteriore (dietro l'iride) a livello dei processi ciliari, filtra tra cristallino e superficie posteriore dell'iride e passa nella camera anteriore attraverso la pupilla. Il passaggio tra la camera posteriore e quella anteriore non è sempre facile, poiché l'iride si può trovare più o meno aderente alla faccia anteriore del cristallino e creare una specie di blocco (blocco pupillare fisiologico) che in alcune condizioni patologiche può essere ermetico. Una volta giunto nella camera anteriore, l'umor acqueo si trova imprigionato tra la parete anteriore dell'iride e quella posteriore della cornea, per cui non ha che una via di uscita: un canale circolare (canale di Schlemm), contenuto entro la sclera, nell'angolo sclerocorneale.
Per passare dalla camera anteriore in questo canale, l'umor acqueo deve superare una specie di filtro poroso, il trabecolo. Perché il fluido possa circolare esiste nell'occhio una certa pressione: ogni ostacolo alla circolazione del fluido creerà quindi una ipertensione intraoculare.
Per passare dalla camera anteriore in questo canale, l'umor acqueo deve superare una specie di filtro poroso, il trabecolo. Perché il fluido possa circolare esiste nell'occhio una certa pressione: ogni ostacolo alla circolazione del fluido creerà quindi una ipertensione intraoculare.
TENOSINOVITE, infiammazione di un tendine e della sua guaina (sinovia)
TENOSINOVITE, infiammazione di un tendine e della sua guaina (sinovia) di natura infiammatoria o tubercolare. La forma tbc si manifesta nel corso dell'infezione che abbia colpito qualche organo e avviene per disseminazione attraverso la corrente sanguigna. Colpisce di preferenza i tendini della mano e i sintomi sono caratterizzati da tumescenza, dolore, limitazione alla flesso-estensione delle dita. Il processo tende ad aprirsi una strada verso l'esterno attraverso tragitti fistolosi. La terapia è quella chemioterapica antitubercolare. Se gli esiti comportano rigidità della mano si rende necessario l'intervento chirurgico. Per la tenosinovite infiammatoria, la cui sintomatologia è affine, la cura antibiotica porta alla guarigione.
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