lunedì 13 aprile 2009

TRAUMI DA PARTO, lesioni che si verificano a

TRAUMI DA PARTO, lesioni che si verificano a carico dell'apparato genitale femminile a causa del parto. Possono riguardare anche il bacino (impalcatura ossea), e naturalmente gli organi viciniori (vescica e intestino). Nel parto spontaneo una frattura delle ossa è ammissibile solo nei casi di osteomalacia (malattia pressoché scomparsa).

Nei parti operativi, pur rimanendo rara, la possibilità di tali lesioni è più frequente. Fratture delle ossa vere e proprie possono occorrere soprattutto quando si richiedano energiche trazioni sul forcipe, al fine di favorire la estrazione di un feto attraverso un bacino viziato. La lesione più frequente è la rottura o la disgiunzione della sinfisi pubica, eccezionalmente dell'articolazione sacro-iliaca.

I traumi da parto, tuttavia, riguardano soprattutto, in assoluto, le parti molli. Relativamente rara è la rottura dell'utero per uso improprio di ecbolici (abbastanza frequente in passato). Oggi quando tale evento si verifica, è nella maggior parte dei casi dovuto a cicatrici causate da precedenti operazioni sull'utero (metroplastica alla Strassmann, miomectomia, taglio cesareo, specie se praticato sul segmento inferiore).

TRAUMI CRANICI

TRAUMI CRANICI, traumi che possono determinare una frattura della volta o della base del cranio, sovente con i sintomi della commozione cerebrale: incoscienza, pallore, abbassamento della temperatura corporea, lentezza del respiro, indebolimento del polso. Tipica della frattura cranica è poi la perdita di sangue dal naso e dalle orecchie. Come norma di primo soccorso, bisogna tenere il paziente sdraiato, immobile, ben coperto, con la testa un po' sollevata se il volto è arrossato, non sollevata se il volto è pallido; in caso di emorragia dall'orecchio, disporre il paziente sul fianco corrispondente alla parte che sanguina, per facilitare la fuoriuscita del sangue (non tamponare l'orecchio: coprirlo soltanto con garza); applicare sulle ferite al capo una leggera garza fissata con una benda, o un fazzoletto pulito, senza premere per non spingere in profondità qualche frammento osseo; si può anche applicare sul capo una borsa con ghiaccio.

La frattura del cranio potrà anche essere priva dei sintomi della commozione cerebrale; in tal caso l'infortunato sarà cosciente: non gli si permetta di sedersi, di camminare, non gli si diano alcolici né stimolanti, non lo si lasci senza sorveglianza.

TRAUMATISMI VULVARI E VAGINALI

TRAUMATISMI VULVARI E VAGINALI, lesioni di origine traumatica interessanti la vulva e la vagina. I più frequenti e comuni sono quelli legati al parto (vedi traumi da parto). Dal punto di vista ginecologico il più banale traumatismo è quello della lacerazione imenale conseguente al primo coito (deflorazione). Questo può però essere anche grave per anomalie di conformazione della donna, per sproporzione del rapporto pene-vulva, per coito passionale e violento, in casi di stupro, per anomalie di atteggiamento coitale. La rottura dell'arteria circovallare può portare anche ad emorragie mortali. All'origine di una lacerazione imenale possono altresì esservi: caduta a gambe larghe o a cavalcioni, uso improprio dei più disparati oggetti in corso di masturbazione (specie quando nella fase orgasmica questa diviene incontrollata), ferite da impalamento (per caduta dall'alto sulle sbarre di un cancello, su una sedia, su un cassetto, sulla canna della bicicletta, ecc).

TRAUMATISMI NEONATALI

TRAUMATISMI NEONATALI, lesioni dovute a modificazioni anormali del meccanismo del parto, oppure a manovre ostetriche indifferibili, richieste dai tempi di espulsione del feto (forcipe, ventosa, qualche volta parto cesareo). Si possono produrre fratture del cranio, della colonna vertebrale, della clavicola, del femore e dell'omero, paralisi dei nervi brachiali, offesa del nervo frenico con disturbi diaframmatici, lesione degli organi interni (fegato e milza, emorragie delle ghiandole surrenali), cefaloematoma, emorragia dello sternocleidomastoideo, granuloma lipofagico .

TRAUMA PSICHICO

TRAUMA PSICHICO, termine psicanalitico con il quale Freud descrive il timore profondo che si accompagna aduna malattia e che provoca una nevrosi Traumi sono «le impressioni vissute in giovane età e poi dimenticate» (Freud), cosicché i sintomi nevrotici appaiono essere «le conseguenze di determinate esperienze ed impressioni che appunto per questo riconosciamo come traumi eziologici... Un trauma nell'infanzia può essere immediatamente seguito dall'insorgenza di una nevrosi infantile caratterizzata da tentativi di difesa con formazione di sintomi» (Freud).

PARALISI DEL MUSCOLO TRAPEZIO

PARALISI DEL MUSCOLO TRAPEZIO, interessa appunto il trapezio o cucullare, che è un'ampia massa muscolare che investe la parte posteriore del collo e postero-superiore del tronco. In conseguenza della paralisi, si determinano abbassamenti della spalla, proiezione in avanti della clavicola e dislocazione della scapola, che risulta allontanata dalla linea mediana. L'esame elettrodiagnostico rende precisa la diagnosi; per la terapia vedi paralisi e poliomielite anteriore acuta.