lunedì 13 aprile 2009

TRICOMONIASI, stato di parassitosi saprofitica

TRICOMONIASI, stato di parassitosi saprofitica o infiammatoria dovuto alla presenza, negli organi genico-urinari di entrambi i sessi, del Tricomonas vaginalis, appartenente alla famiglia dei protozoi. Questo protozoo può essere ospite inoffensivo dell'apparato genitale e urinario così come può dare fenomeni infiammatori. Nell'uomo provoca un'uretrite, solitamente della parte anteriore, con bruciore del canale e secrezione siero-schiumosa caratteristica; nelle forme croniche, il siero è quasi catarrale, scarso. Nella donna la parassitosi compare solo in età adulta e prima della menopausa; colpisce sia l'uretra che la vagina, con disturbi molto più evidenti che nell'uomo: prurito intenso, dolore, essudato abbondante. La trasmissione nei due sessi è nella quasi totalità dovuta al rapporto sessuale; si ammette, nella donna, uno stato di parassitismo senza sintomi.

TRICOFIZIE, infezioni da funghi della cute denominati Tricopbyton

TRICOFIZIE, infezioni da funghi della cute denominati Tricopbyton. Questo genere di fungo comprende due tipi principali: il tipo endotrix parassita solo la specie umana e attacca solo l'interno del pelo; il tipo ectotrix, oltre a penetrare nell'interno del pelo, lo avvolge in una specie di guaina. Il tipo endotrix provoca le tigne torpide della pelle e del cuoio capelluto; l'ectotrix le tigne infiammatorie tipo kerion e sicosi.

TRICHINIASI, o trichinosi

TRICHINIASI, o trichinosi, malattia preceduta da un periodo d'incubazione che va da uno a dieci giorni, caratterizzata da nausea, malessere, debolezza, vomito e diarrea, febbre, dolori muscolari; successivamente compaiono febbre elevata, rigidità muscolare, edemi del viso, eruzioni cutanee, insonnia, sintomi meningei. L'esame del sangue mette in evidenza un aumento degli eosinofili (fino all'80 per cento della formula); vengono inoltre praticati all'inizio gli esami delle feci, la biopsia muscolare, l'intradermoreazione specifica.

Responsabile della malattia è la Trichina spiralis, verme che vive nell'intestino del porco e che viene assunto dall'uomo in seguito a ingestione di carne cotta male. Gli embrioni di tale parassita attraversano la parete dell'intestino e si arrestano nei vari muscoli, con danni straordinariamente gravi, specie se si fissano sul diaframma, sui muscoli intercostali e su quelli dell'occhio.

TREMORE DEL CARDIOPATICO, oscillazione più o meno ritmica di segmenti corporei

TREMORE DEL CARDIOPATICO, oscillazione più o meno ritmica di segmenti corporei (precipuamente delle dita delle mani), che varia per intensità, ritmo, ampiezza di escursione. Si manifesta in genere su base eretistico-nervosa, in quanto il cardiopatico tende a preoccuparsi molto della sua malattia e la vive intensamente, con paura, specie nelle ore notturne. Il tremore è intermittente, ed è evocato da situazioni altamente emotive.

TREMORE, movimento involontario

TREMORE, movimento involontario dovuto alla contrazione successiva di gruppi muscolari antagonisti, alla quale conseguono movimenti ritmici di alcune articolazioni. I tremori sono detti lenti quando le oscillazioni sono meno di 6, rapidi quando sono più di 6 al secondo. Il tremore è definito intenzionale quando compare nello stesso momento in cui si intende compiere un movimento; a riposo quando invece con il movimento scompare.

Le lesioni cerebrali che provocano tremore sono molte: il tremore parkinsoniano, molto evidente alle mani, è grossolano ed ha un ritmo di 5 contrazioni al secondo circa; il tremore senile ha la stessa frequenza ed ampiezza di quello parkinsoniano, ma coinvolge il capo e la mandibola; il tremore da sofferenza del cervelletto è intenzionale ed aumenta al termine del movimento; il tremore familiare compare durante la contrazione, ma scompare alla fine e viene diminuito dall'uso di alcol e sedativi; il tremore tossico, infine, provoca movimenti molto rapidi e di breve ampiezza. Il tremore dovuto al freddo è, invece, fisiologico.

INTOSSICAZIONE ACUTA DA TREMENTINA

INTOSSICAZIONE ACUTA DA TREMENTINA, dipende dall'ingestione o dall'inalazione in elevata concentrazione o dall'assorbimento attraverso la cute di questa sostanza. I sintomi sono gravi e si manifestano con odore caratteristico dell'alito; sensazione urente in bocca, gola, esofago, stomaco; diarrea; insufficienza respiratoria. Sono prescrivibili paraffina (per via orale), ossigeno, barbiturici, caffeina, fleboclisi. Consigliabile, quando possibile, il ricovero immediato in ospedale.