giovedì 30 ottobre 2008

Henipavirus è un genere della famiglia Paramyxoviridae


Henipavirus è un genere della famiglia Paramyxoviridae, ordine Mononegavirales contenente due membri, Hendravirus e Nipahvirus. Il henipaviruses sono naturalmente nutriti da Pteropid volpi volanti (battenti volpi) e sono caratterizzate da un grande genoma, una vasta gamma di organismi ospiti e la loro recente azione come agenti patogeni zoonotici in grado di provocare malattie e morte negli animali domestici e l'uomo .

Henipaviruses sono pleomorphic (a forma variabile), in termini di dimensioni che vanno da 40 a 600 nm di diametro. Sono in possesso di una membrana lipidica sovrastante una shell di matrice proteina virale. Al centro è un unico filone elicoidale di RNA genomico strettamente legato a N (nucleocapside) e proteine associate con la L (grande) e P (phosphoprotein) che forniscono proteine RNA polimerasi durante la replica.

All'interno della membrana lipidica sono picchi di F (fusione) di proteine trimers e G . La funzione della proteina G è quello di allegare il virus alla superficie di una cellula ospite attraverso ephrin B2, una proteina altamente conservata presente in molti mammiferi.

Medicina interna - malattie sistemiche

La Medicina interna si occupa di malattie sistemiche degli adulti, vale a dire quelle malattie che colpiscono il corpo nel suo insieme (restrittive, significato attuale), o con tutti gli adulti non-operatorio somatiche medicina (tradizionale, compreso significato), escludendo in tal modo pediatria, chirurgia, ginecologia e ostetricia, e la psichiatria. Operatori di tali specialità sono indicati come i medici. Ci sono diversi subdisciplines di medicina interna:

* Cardiologia
* Assistenza critica medicina
* Endocrinologia
* Gastroenterologia
* Ematologia
* Hepatology
* Malattie infettive
* Nefrologia
* Oncologia
* Proctologia
* Pulmonology
* Reumatologia
* Disturbi del sonno
* Neurologia
* Geriatria

venerdì 17 ottobre 2008

BOTULISMO, intossicazione acuta provocata dall'ingestione di cibi avariati

BOTULISMO, intossicazione acuta provocata dall'ingestione di cibi avariati, in cui siano presenti le tossine del microrganismo Clostridium botulinum. Si tratta generalmente di cibi conservati e, in particolare, di carni insaccate. L'intossicazione si manifesta con vomito e diarrea, seguiti da gravissimi disturbi del sistema nervoso: paralisi della faringe, della laringe, della lingua, dei muscoli respiratori. Il botulismo è spesso mortale. La tossina del Clostridium botulinum, o botulina, è una sostanza dalla tossicità finora insuperata: un trentamilionesimo di grammo è sufficiente a fulminare un topo.

BOTRIOMICOMA, piccola formazione d'aspetto tumorale

BOTRIOMICOMA, piccola formazione d'aspetto tumorale, in genere isolata e unica, di origine in fettiva. Può colpire qualsiasi punto della cute e delle mucose, ma è più frequente in quelle parti più esposte ai traumatismi, come le labbra, il cuoio capelluto, ma soprattutto il palmo delle mani e le dita. L'infezione è causata da un germe, lo stafilococco. Tutte le persone, senza differenza di sesso o età, possono essere colpite. Il sintomo fondomentale è costituito da un rilievo sulla pelle o sulla mucosa, di forma rotondeggiante, molle, di color rosso vivo e facilmente sanguinante, e con una caratteristica speciale, cioè un peduncolo di partenza, nettamente separato dal resto della pelle da un solco circolare. Questa specie di strozzamento alla base rende molto facile la diagnosi. Un'altro dato è importante per la diagnosi: cioè il fatto che la lesione sia insorta dopo un traumata e sino o su una piaga irritata preesistente. La lesione raggiunge il suo massimo sviluppo in 10-15 giorni; non sorpassa mai il volume di una nocciola. Eccezionali sono le conseguenze: adenite, emorragia. Non diventa mai maligna. La cura coniiste nella distruzione completa con coagulazione elettrica e successiva sterilizzazione con antibiotici locali.

BOTRIOCEFALOSI, affezione morbosa parassitaria. Botriocelalo

BOTRIOCEFALOSI, affezione morbosa parassitaria determinata dalla presenza nell'intestino dell'uomo di un verme e precisamente del Botriocelalo. Questo verme è molto lungo (da sei a dieci metri), è costituito da un corpo e da una testa o scolice, lunga tre-cinque millimetri, che è percorsa da solchi che fungono da ventose, con le quali il parassita si àncora alla parete dell'intestino. Il corpo è rappresentato da una lunga catena di segmenti detti proglottidi (in numero di 3-4000) in ognuno dei quali è contenuto l'apparato riproduttivo, dove nella fase della maturazione, si accumulano le uova. Prima di giungere all'uomo, il botriocefalo deve passare attraverso due ospiti intermedi (crostacei, pesci). L'uomo si infesta mangiando carni crude o mal cotte di pesce contenenti la larva del verme (detta plerocercoide). I sintomi più frequenti della botriocefalosi sono caratterizzati da nausea, vomito, diarrea, alternata a periodi di stitichezza, dolori viscerali e, meno frequentemente, da vertigini, mal di testa, prurito.

MALATTIA DI BOSVIEL, ematoma o apoplessia dell'ugola

MALATTIA DI BOSVIEL, ematoma o apoplessia dell'ugola, caratterizzata dalla comparsa improvvisa di un infiltrato emorragico sottomucoso; la ugola, aumentata di volume fino ad appoggiarsi sulla lingua, provoca sensazione di corpo estraneo, nausea, vomito e tosse; insorge improvvisamente in seguito ad ingestione di cibi troppo caldi o traumatizzanti e tende a risolversi spontaneamente.