domenica 30 novembre 2008

CRANIOFARINGIOMA, tumore dell'ipofisi

CRANIOFARINGIOMA, tumore dell'ipofisi conseguente allo sviluppo di resti del tessuto embrionale; può svilupparsi dentro la sella turcica ( tasca ossea che contiene l'ipofisi) o al di fuori della sella; in un terzo circa dei casi il tumore è solido, mentre negli altri casi mostra formazioni cistiche, più o meno voluminose, talvolta contenenti deposizioni calcaree.

I sintomi sono costituiti essenzialmente da cefalea e vomito ( conseguenti all'aumento della pressione endocranica), da sonnolenza, da disturbi del metabolismo, in particolare dell'acqua e dei sali (causati dalla sofferenza del diencefalo), da alterazioni della innervazione estrinseca degli occhi consistente in ptosi palpebrale ( caduta della palpebra) unilaterale o bilaterale, e con paralisi di uno o più muscoli oculari, nonché da disturbi di tipo endocrino in rapporto alla lesione secondaria della funzione ipofísaria e diencefalica. L'età del paziente (il tumore colpisce preferentemente i soggetti fra i 13 e i 20 anni), le alterazioni radiografiche evidenti a carico della sella turcica e i disturbi sopra riportati consentono abbastanza facilmente l'orientamento diagnostico.

CRAMPI NOTTURNI, contrazioni dolorose involontarie

CRAMPI NOTTURNI, contrazioni dolorose involontarie e in genere passeggere dei muscoli delle gambe, che possono comparire durante il riposo notturno in malati affetti da disturbi della circolazione venosa: si localizzano per lo più al polpaccio e alla faccia posteriore della coscia. Si ritiene che l'accumulo di scorie tossiche, favorito dal ristagno venoso, accentuato a sua volta dal riposo a letto, possa esaltare l'eccitabilità dei muscoli e determinarne l'indesiderata contrazione.

CRAMPI DEGLI SCRIVANI

CRAMPI DEGLI SCRIVANI, sintomi (il origine psicologica indicanti una personalità nevrotica che converte il proprio sintomo in un disturbo della motricità e della sensibilità del braccio e della mano usati per scrivere. Si tratta di un irrigidimento (involontario, poiché la causa psicologica è inconscia) dei muscoli flessori delle dita o di un tremore, per cui diventa impossibile continuare a scrivere o a suonare il pianoforte o a premere un tasto della tastiera o a battere a macchina. Difficilmente (per il modo di comparsa e per l'assenza di altri sintomi) si tratta di un segno di sofferenza organica, ma occorre sempre un esame minuzioso per escludere una miopatia. Sarebbero colpiti particolari gruppi muscolari oggettivamente sottoposti a sforzo e ad usura, perché in questo modo vi sarebbe la possibilità di giustificare la conversione somatica.

COXARTROSI malattia artrosica degenerativa

COXARTROSI, elettiva e prevalente localizzazione della malattia artrosica degenerativa in corrispondenza dell'articolazione dell'anca, o coxofemorale. Le cause sono quelle dovute alla malattia articolare degenerativa. La sintomatologia è rappresentata da difetto articolare dell'articolazione dell'anca, e cioè: difficoltà ai movimenti di abduzione della coscia, alla flessione in avanti e indietro, alla rotazione all'interno e all'esterno della coscia. La coxartrosi viene bene evidenziata dalla radiografia del bacino, in particolare delle anche. Poiché l'articolazione è formata da una cavità che accoglie la testa del femore (acetabolo) e dalla testa del femore stesso, è possibile dimostrare una alterazione nei rapporti articolari e nella conformazione anatomica di queste due ossa.

La nicchia che ospita la testa del femore, cioè l'acetabolo, appare deformata con presenza talvolta eli formazioni ed escrescenze dovute alla malattia artrosica. Talvolta la testa del femore appare gravemente deformata, abnormemente inclinata, o addirittura quasi fusa nei contorni con la cavità che la ospita. Quando la coxartrosi evolve ulteriormente verso il peggio, si può arrivare pressoché al blocco articolare della coxofemorale. Ciò comporta per il malato l'impossibilità di eseguire movimenti di allargamento e di rotazione interna ed esterna delle cosce. In particolare penosa appare la deambulazione, l'accovacciamento, i movimenti di salire e scendere le scale, qualunque altro movimento implichi la motilità attiva o passiva della coscia. Per. non giungere al blocco articolare totale, sono utili terapie ortopediche specifiche. Ma oggigiorno, anche nel blocco totale articolare, è possibile un intervento di artroplastica, innestando cioè teste femorali in acciaio applicate al femore, ricostruendo la nicchia ossea sul bacino che ospita la testa del femore.

COXA PLANA, epilisite

COXA PLANA, epilisite che colpisce il nucleo della testa del femore. Si verifica fra i 5 e i 10 anni e colpisce sia i maschi che le femmine. La causa è probabilmente legata a un deficit di irrorazione sanguigna della parte colpita, che in tal modo cade in necrosi. I sintomi sono rappresentati dal dolore all'anca e zoppicamento. La diagnosi è puramente radiologica e si fonda sulle tipiche alterazioni della testa del femore. La cura è rappresentata solo dalla immobilità a letto che dovrà prolungarsi per molto tempo (2-3 anni) ad evitare deformazioni inemendabili e artrosi. I controlli radiologici consentono di seguire l'evoluzione verso la guarigione.

COWPERITE, infiammazione delle ghiandole di Cowper

COWPERITE, infiammazione delle ghiandole di Cowper, situate ai due lati dell'uretra posteriore. La causa più comune della cowperite è la infezione gonococcica ( vedi blenorragia), cioè la più diffusa malattia venerea. Le ghiandole si ammalano allorche l'infezione passa nel canale uretrale che è in comunicazione diretta con le ghiandole stesse. Nella forma acuta si ha dolore vivo della parte e gonfiore, con rischio di formazione di fistole nel perineo ( tra ano e scroto); nella forma cronica, sempre al perineo, si formano nodi duri, grossi come una nocciola. Attualmente la cowperite è piuttosto rara, data la grande efficacia della cura dell'uretrite con antibiotici, che riesce ad impedire l'infiammazione delle ghiandole annesse all'uretra.