CROSTA LATTEA, o lattime, malattia della pelle che colpisce il lattante nelle prime settimane o nei primi mesi di vita. Inizia sulla testa, sotto forma di stratificazione di una massa essudante che si riproduce subito dopo l'asportazione. L'essudazione è costituita da siero attaccaticcio come il miele; in un secondo tempo si formano croste giallastre che agglutinano i capelli e possono avere odore repellente. Dalla sommità della testa la manifestazione, spesso ostinata, perché può durare parecchi mesi, si diffonde ai padiglioni delle orecchie, alla fronte, al naso e alle guance. Sono possibili infezioni secondarie e interessamento delle ghiandole del collo; spesso coesistono prurito e lesioni da grattamento.
La dieta deve essere determinata dal medico. Bisogna impedire lesioni da grattamento; per questo: bendare estremità in alcuni casi; tagliare le unghie, immobilizzare i gomiti con una doccia di cartone per impedire la flessione. Per pulire la pelle si deve evitare l'acqua ed il sapone, usando sostituti oppure oli minerali. Evitare anche la esposizione ad agenti irritanti ( polveri, piume, lenzuola o asciugamani ruvidi). Si consigliano: bagni di amido, pomate antireazionali o al catrame. Cure generali più impegnative vanno impostate su basi dietetiche e medicamentose.
domenica 30 novembre 2008
Malattie Cromosomiche
Malattie Cromosomiche, malattie dovute all'alterazione dell'assetto cromosomico cellulare: alterazione che determina conseguenze varie secondo l'errore che viene a prodursi. Ai fini della comprensione di tali malattie è necessario considerare alcune caratteristiche dei cromosomi e della suddivisione cellulare. La riproduzione cellulare, che avviene incessantemente in tutti i tessuti animali sinché questi sono viventi, è possibile in quanto la cellula madre si suddivide trasmettendo alla cellula figlia, da essa prodotta, le proprie caratteristiche mediante appositi veicoli dell'eredità che sono rappresentati dai cromosomi.
I cromosomi sono costituiti essenziamente da Acido DesossiRibonucleico ( indicato con la sigla DNA); tale sostanza (a sua volta formata da adenina [Al], guanina [G], citosina [C], timina [T]) si presenta nelle cellule a riposo come un filamento continuo (cromonema) a forma di doppia elica raggomitolata, ma al momento della suddivisione cellulare si spezzetta formando appunto i cromosomi; il DNA, il quale ha sede nel nucleo cellulare, ha la caratteristica di duplicarsi, ovvero di raddoppiarsi, producendo a fianco del filamento originale un altro filamento in tutto uguale, e di produrre altresì al di fuori del nucleo cellulare un altro filamento uguale, tuttavia ad una sola elica, costituito da Acido Ribonucleico ( siglato RNA), il quale fa stampare in ogni cellula le proteine che la caratterizzano. 1 cromosomi appaiono al microscopio come piccolissimi corpiccioli di forma irregolare, per lo più a X (la forma è però orientata dal centromero, che è una regione singola e differenziata) e sono presenti costantemente in numero di 46 per ogni cellula umana normale; 44 di tali cromosomi contengono il patrimonio somatico della cellula (i cosiddetti autosomi) mentre gli altri due sono depositari anche delle caratteristiche sessuali: sono questi il cromosoma X e il cromosoma Y (i cosiddetti gonosomi).
Il patrimonio di una cellula femminile è costituito da 44 autosomi + XX (ovvero 44+2X) mentre il patrimonio di una cellula maschile è costituito da 44 autosomi+XY ( ovvero 44+XY). La costanza dell'assetto cromosomico è garantita dalla suddivisione del nucleo cellulare attraverso un meccanismo denominato mitosi, per cui ciascun cromosoma, prima della suddivisione cellulare, duplica se stesso, uno restando poi nella cellula madre e l'altro trasferendosi nella cellula figlia; le fasi dettagliate di tale processo sono complesse (si distinguono quattro fasi successive: profase, metafase, anafase, telofase); quando tali fasi non si svolgono la cellula presenta un nucleo a riposo.
I cromosomi sono costituiti essenziamente da Acido DesossiRibonucleico ( indicato con la sigla DNA); tale sostanza (a sua volta formata da adenina [Al], guanina [G], citosina [C], timina [T]) si presenta nelle cellule a riposo come un filamento continuo (cromonema) a forma di doppia elica raggomitolata, ma al momento della suddivisione cellulare si spezzetta formando appunto i cromosomi; il DNA, il quale ha sede nel nucleo cellulare, ha la caratteristica di duplicarsi, ovvero di raddoppiarsi, producendo a fianco del filamento originale un altro filamento in tutto uguale, e di produrre altresì al di fuori del nucleo cellulare un altro filamento uguale, tuttavia ad una sola elica, costituito da Acido Ribonucleico ( siglato RNA), il quale fa stampare in ogni cellula le proteine che la caratterizzano. 1 cromosomi appaiono al microscopio come piccolissimi corpiccioli di forma irregolare, per lo più a X (la forma è però orientata dal centromero, che è una regione singola e differenziata) e sono presenti costantemente in numero di 46 per ogni cellula umana normale; 44 di tali cromosomi contengono il patrimonio somatico della cellula (i cosiddetti autosomi) mentre gli altri due sono depositari anche delle caratteristiche sessuali: sono questi il cromosoma X e il cromosoma Y (i cosiddetti gonosomi).
Il patrimonio di una cellula femminile è costituito da 44 autosomi + XX (ovvero 44+2X) mentre il patrimonio di una cellula maschile è costituito da 44 autosomi+XY ( ovvero 44+XY). La costanza dell'assetto cromosomico è garantita dalla suddivisione del nucleo cellulare attraverso un meccanismo denominato mitosi, per cui ciascun cromosoma, prima della suddivisione cellulare, duplica se stesso, uno restando poi nella cellula madre e l'altro trasferendosi nella cellula figlia; le fasi dettagliate di tale processo sono complesse (si distinguono quattro fasi successive: profase, metafase, anafase, telofase); quando tali fasi non si svolgono la cellula presenta un nucleo a riposo.
Intossicazione da Bromo
Intossicazione da Bromo, il cromo, le sue leghe ( come il ferrocromo) e soprattutto taluni suoi composti (anidride cromica, acido cromico, cromati e bicromati), di largo uso industriale, sono dotati di elevata tossicità per la loro azione irritante e corrosiva. Sono per questo causa di malattia professionale in lavoratori che siano addetti, oltre che alla produzione delle leghe e dei composti del cromo, al loro uso nell'industria chimica, alla concia e tintura delle pelli, alla loro utilizzazione come coloranti di inchiostri e vernici, al loro impiego nelle operazioni di galvanoplastica, di decappaggio e ripulitura di metalli, di litoincisione. L'intossicazione acuta da inalazione (soprattutto di acido cromico) è caratterizzata da irritazione delle vie respiratorie, con tosse, dispnea, dolori retrosternali, bronchiti con broncospasmo, accompagnata da fenomeni irritativi a carico della mucosa nasale (con ulcerazione e a volte perforazione del setto), epistassi, congiuntivite.
Per ingestione possono aversi infiammazioni del tubo digerente (esofagiti, gastitri, ulcere gastriche). Le più comuni lesioni da cromo e composti interessano però la pelle, in conseguenza dell'azione caustica del cromo; si possono formare, per contatto, ulcerazioni profonde e dermatiti, interessanti per lo più mani e avambracci. Nel caso di intossicazioni croniche si riscontrano laringiti, bronchiti asmatiformi, lesioni renali, turbe digestive più o meno accompagnate da stato di malessere generale ( nausea, deperimento, anoressia, ecc.). Il più grave effetto che il cromo però può causare a distanza è dovutoalla sua azione cancerigena: è stata rilevata infatti una aumentata incidenza di tumori polmonari nelle persone a contatto con questa sostanza.
Per ingestione possono aversi infiammazioni del tubo digerente (esofagiti, gastitri, ulcere gastriche). Le più comuni lesioni da cromo e composti interessano però la pelle, in conseguenza dell'azione caustica del cromo; si possono formare, per contatto, ulcerazioni profonde e dermatiti, interessanti per lo più mani e avambracci. Nel caso di intossicazioni croniche si riscontrano laringiti, bronchiti asmatiformi, lesioni renali, turbe digestive più o meno accompagnate da stato di malessere generale ( nausea, deperimento, anoressia, ecc.). Il più grave effetto che il cromo però può causare a distanza è dovutoalla sua azione cancerigena: è stata rilevata infatti una aumentata incidenza di tumori polmonari nelle persone a contatto con questa sostanza.
CROMIDROSI, sudore colorato
CROMIDROSI, letteralmente sudore colorato, fenomeno eccezionale localizzato per lo più alle ghiandole del viso e delle ascelle. Il colore del sudore deriva da un pigmento elaborato dall'organismo al suo incontro con l'aria (ossigeno). Il caso più frequente è la melanidrosi ( colore nero), il cui pigmento è di tipo simile a quello della coroide, cioè di un organo posto dietro il bulbo oculare. Poi v'è il color blu, dovuto all'indacano, e il rosso, che sembra dovuto alla decomposizione del sudore da parte di alcuni microbi, ed è frequente alle ascelle. Alcune cromidrosi sembrano dovute anche al tipo di lavoro: in lavoratori del rame, ad esempio, normalmente il sudore è di color verde. All'esame clinico, si osserva che il colore si deposita attorno ai pori sudoripari.
CROMAFFINOMA, tumore
CROMAFFINOMA, tumore costituito da cellule che hanno la caratteristica di impregnarsi con granuli di cromo, se poste a contatto con sali di questo metallo. Cellule di questo tipo si ritrovano nell'intestino, ma soprattutto nelle ghiandole surrenali, sicché il termine di cromaffinoma è in pratica sinonimo del tipico tumore surrenale, cioè del leocromocitoma. I tumori intestinali derivati da cellule dotate di cromaffinità rientrano invece nelle forme definite come carcinoidi, o anche argentaffinomi, perché dotate della capacità di impregnarsi anche di sali di argento oltre che di cromo.
CRISI AFFETTIVE
CRISI AFFETTIVE, termine psichiatrico che descrive le modificazioni dell'esperienza soggettiva di attrazione o di repulsione verso un oggetto, un fatto o una persona. Si tratta di improvvise paure senza ragione comprensibile, alle quali si accompagna una intensa modificazione nella mimica del viso. Durante questi momenti la coscienza è offuscata. Per questo motivo il malato non riesce a ricordarli, una volta che siano trascorsi. Raramente l'esperienza affettiva è piacevole. Si tratta, allora, di una indicibile sensazione di beatitudine. Ancora più rare sono le crisi affettive con reazioni di furore: nel loro complesso queste sono causate dall'epilessia, di cui costituiscono un sintomo non abituale.
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