Chilotorace, raccolta nelle cavità pleuriche (nel 90 per cento dei casi il chilotorace interessa l'emitorace di destra) di un liquido di aspetto lattescente, e precisamente di liquido linfatico, o chilo, che fuoriesce dal dotto toracico a causa di una sua rottura o di un ostacolo al deflusso del chilo nel dotto stesso. Traumi e tumori costituiscono le più importanti cause di rottura del dotto toracico, neoplasie benigne o maligne, ingrossamenti di ghiandole linfatiche viciniori, esercitando una compressione dall'esterno, possono comprimere il dotto ed impedire il libero flusso del chilo. La sintomatologia non è specifica, essendo simile a quella che si constata quando nelle cavità pleuriche si raccolgono liquidi, come nella pleurite e nell'insufficienza cardiaca.
Il paziente per l'appunto accusa marcata difficoltà alla respirazione (dispnea) , cianosi e talora perdita della coscienza (lipotimia). La prognosi dipende dall'importanza della condizione patologica di fondo, direttamente responsabile del chilotorace e la terapia è strettamente connessa a queste circostanze. Il chilotorace post-traumatico ha un decorso tra i più favorevoli rispetto alle forme di altra genesi. Quando la raccolta di chilo è cospicua, bisogna evacuarla mediante toracentesi (infissione di un grosso ago nella cavità pleurica trapassando dall'esterno la parete toracica e aspirazione mediante siringa del liquido ivi raccolto).
venerdì 28 novembre 2008
Respiro di CHEYNE-STOKES
Respiro di CHEYNE-STOKES, irregolarità degli atti respiratori che diventano progressivamente più frequenti, alternandosi ad atti respiratori sempre più deboli e rari, fino all'apnea (cessazione del respiro) della durata non superiore ai 40-50 secondi. Durante l'apnea si ha riduzione della frequenza delle pulsazioni cardiache, restringimento delle pupille, cianosi della cute ed offuscamento della coscienza. Il respiro di Cheyne-Stokes è determinato da disturbi dei centri regolatori del respiro che risiedono nei centri nervosi bulbari. Esso costituisce un grave sintomo prognostico che si osserva nella fase terminale delle meningiti, delle emorragie e dei tumori cerebrali, degli avvelenamenti, delle cardiopatie scompensate, nella cachessia, ecc.
Chetosi, aumento dei corpi chetonici nel sangue
Chetosi, sintomatologia dovuta all'aumento dei corpi chetonici nel sangue. L'abnormeaumento dei corpi chetonici ( acido acetacetico, acido beta-idrossibutirrico, acetone) dipende sostanzialmente dalla scarsità degli idrati di carbonio ( amidi, zuccheri, cioè, in termini alimentari, pasta, riso, farinacei, dolci) nel vitto, o da una deficienza dell'assorbimento di essi. A causa di tale condizione le sostanze grasse non possono più essere utilizzate in modo completo e, anziché arrivare al loro traguardo finale, acqua e anidride carbonica, sono scomposte soltanto parzialmente e si arrestano allo stadio di corpi chetonici. La conseguenza di questa anormale condizione del ricambio è una specie di intossicazione dell'organismo. Normalmente nei liquidi e nei tessuti organici esiste un equilibrio fra acidi e alcali; l'accumulo nel sangue dei corpi chetonici, che sono acidi, provoca uno spostamento verso l'acidosi.
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Sindrome di BUDD-CHIARI, BRUXISMO , Brucellosi , Sindrome di BROWN-SEQUARD , Tumore di BROOKE , BRONCOSTENOSI , BRONCOSPIROCHETOSI , BRONCOPOLMONITE , BRONCOPNEUMOPATIA PROFESSIONALE , BRONCOLITIASI , BRONCHITE , BRONCHIECTASIE , Intossicazione da Bromo , BROMIDROSI , Ascesso di Brodie , Afasia di Broca , BRIVIDO, Tumore di brenner, Sindrome di BRAVAIS-JACKSON, BRANCHIOMA , BRADILALIA , BRADIARITMIA , BRACHIESOFAGO , BRACHIDATTILIE , BOZZA PRECORDIALE , Malattia di Bowen , BOTULISMO , BOTTONE D'ORIENTE , BOTRIOMICOMA , BOTRIOCEFALOSI
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Cheratoacantoma, o mollusco sebaceo
Cheratoacantoma, o mollusco sebaceo, sporgenza unica o multipla della pelle, che cresce rapidamente, come un nodo rotondo liscio con alla sommità una zona centrale depressa, oppure, al contrario, un piccolo corno sporgente. Ha color rosso-carne e consistenza dura, il diametro di pochi centimetri. Le zone più colpite sono quelle scoperte: viso, orecchie, dorso delle mani, avambracci. L'età più colpita è quella media e anziana (la manifestazione è rara al disotto dei 20 anni). Il noduletto rimane stazionario per qualche mese, poi si risolve anche spontaneamente. La causa è ancora ignota; sembra trattarsi di una infezione da virus. Tra le conseguenze bisogna porre la possibilità della trasformazione del cheratoma in un cancro della pelle. La cura migliore è quella chirurgica, oppure la crioterapia ( ghiaccio secco, neve carbonica),
Infiammazione della Cornea CHERATITE
Cheratite, termine che designa le malattie infiammatorie della cornea. Esse sono di origine infettiva o infiammatoria, soprattutto allergiche, cioè senza compartecipazione infettiva propriamente detta. Si presentano sotto aspetti clinicamente assai variabili, ma con in comune l'evoluzione a caldo: arrossamento dell'occhio, irritazione, lacrimazione, fotofobia, dolore spontaneo. Tuttavia sono più frequentemente le cheratiti superficiali e più benigne che si manifestano con i segni reazíonali più intensi, al contrario delle forme più profonde e con evoluzione più grave: per cui la gravità della malattia non è legata sempre alla intensità dei sintomi. Le forme e le cause delle cheratiti sono tra le più svariate: è da ricordare soltanto che tra le cause una delle più frequenti e gravi è la infezione da virus erpetico (berpes simplex).
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