sabato 29 novembre 2008
Cisticercosi
Cisticercosi, infestazione da Cisticercus cellulosae, larva della Tenia solium. L frequente nei paesi dove si consuma molta carne di maiale. Nell'uomo l'infestazione avviene con acqua o alimenti inquinati. I cisticerchi formano tumefazioni dure sotto pelle, con crampi, stanchezza, dolori muscolari. Il cisticerco può anche localizzarsi nel cervello (con esito mortale) e nell'occhio (porta a cecità). Quando possibile la terapia consiste nell'asportazione della larva.
Cisti Solitaria lesione mammella
Cisti Solitaria, lesione che si osserva nella mammella, dove è la conseguenza di una occlusione di uno dei dotti da cui esce il materiale secreto dalla ghiandola; oppure nell'osso, dove è la conseguenza di un trauma o di una malformazione dei tessuti vascolari e connettivali dello scheletro. In entrambi i casi si tratta di lesione piuttosto frequente, ma del tutto benigna. La cisti mammaria si presenta come una massa rotondeggiante, di consistenza dura elastica, ben circoscritta, talora dolente alla pressione; la cisti ossea invece ingrossa la parte e si evidenzia bene con l'esame radiologico, che mostra un'area rotondeggiante trasparente ai raggi. La cisti mammaria si cura definitivamente asportandola chirurgicamente; la cisti ossea invece va aperta, scucchiaiata e riempita di frammenti di osso per favorire la guarigione senza rischio di successiva frattura.
Cisti sebacea lesione cutanea
Cisti sebacea, lesione cutanea abbastanza frequente, e non di rado multipla, costituita da piccole raccolte di materiale grassoso secreto dalle ghiandole sebacee e non eliminato all'esterno per
chiusura del condotto escretore della ghiandola. La cisti si presenta come un nodulo molliccio situato nel contesto della pelle; qualche volta si infiamma e si svuota spontaneamente, ma anche in questo caso la cisti si riforma se non viene asportata chirurgicamente con un poco della pelle sana vicina: questo intervento porta ad una guarigione definitiva della lesione.
chiusura del condotto escretore della ghiandola. La cisti si presenta come un nodulo molliccio situato nel contesto della pelle; qualche volta si infiamma e si svuota spontaneamente, ma anche in questo caso la cisti si riforma se non viene asportata chirurgicamente con un poco della pelle sana vicina: questo intervento porta ad una guarigione definitiva della lesione.
Cisti Radiocolare
Cisti Radiocolare, cavità rotondeggiante rivestita da una sacca membranosa che compare in corrispondenza di un'apice radicolare. Origina generalmente da un granuloma, cioè da un'infezione cronica preapicale, colpisce solamente i denti privi di vitalità. Si riscontra molto raramente nei bambini essendo eccezionale nei denti da latte. E', più frequente nel mascellare superiore. La sintomatologia è varia ed è in rapporto con il volume della cisti. Si possono anzi distinguere, a questo proposito, quattro stadi di evoluzione.
Il primo stadio è quello della latenza, quando la cisti è ancora molto piccola, del volume approssimativo di una lenticchia, ed asintomatica. A questo segue la fase di deformazione per il progressivo aumento di volume della cavità cistica a spese del tessuto osseo, che è consumato senza però essere invaso. Sopra il dente interessato compare allora una bozza rotondeggiante ricoperta da tessuto gengivale normale o lievemente congesto.
Tale formazione è indolore anche alla pressione. Se non si interviene, a questo stadio segue quello dell'esteriorizzazione; la cisti distrugge allora il tavolato osseo che la separa dall'esterno e si fa sottomucosa; al quarto stadio si fistolizza verso la cavità orale. Anche in questi ultimi stadi la sintomatologia dolorosa è pressoché nulla, mentre la tumefazione può farsi tanto evidente da deformare addirittura il mascellare. La diagnosi è clinica nelle cisti più voluminose, radiologica in quelle piccole allo stato latente.
Il primo stadio è quello della latenza, quando la cisti è ancora molto piccola, del volume approssimativo di una lenticchia, ed asintomatica. A questo segue la fase di deformazione per il progressivo aumento di volume della cavità cistica a spese del tessuto osseo, che è consumato senza però essere invaso. Sopra il dente interessato compare allora una bozza rotondeggiante ricoperta da tessuto gengivale normale o lievemente congesto.
Tale formazione è indolore anche alla pressione. Se non si interviene, a questo stadio segue quello dell'esteriorizzazione; la cisti distrugge allora il tavolato osseo che la separa dall'esterno e si fa sottomucosa; al quarto stadio si fistolizza verso la cavità orale. Anche in questi ultimi stadi la sintomatologia dolorosa è pressoché nulla, mentre la tumefazione può farsi tanto evidente da deformare addirittura il mascellare. La diagnosi è clinica nelle cisti più voluminose, radiologica in quelle piccole allo stato latente.
Cisti ossee
Cisti ossee, cavità tondeggianti delle dimensioni da una ciliegia a una prugna, che si sviluppano in corrispondenza degli estremi ( meta lisi) delle ossa lunghe. Le cisti, il cui interno è pieno di liquido, conferiscono alla zona colpita un aspetto «soffiato». Si tratta di un'affezione benigna che può colpire tanto i maschi che le femmine durante il periodo dell'accrescimento e generalmente prima che raggiungano i 20 anni. Forma di difficile classificazione, non sembra di natura tumorale.
In via di ipotesi si può attribuire ad eventi traumatici o anche ad una iperplasia vasale e del tessuto connettivale nelle sedi delle ossa dove esse crescono e si allungano. Si ritrova con maggior frequenza nell'omero, al suo terzo superiore, nella tibia e nelle ossa dell'avambraccio. 1 sintomi sono rappresentati da un dolore sordo e a volte il soggetto avverte un rigonfiamento, ma non infrequentemente le cisti ossee decorrono silenti e vengono scoperte incidentalmente nel corso di una indagine radiologica.
La diagnosi è radiologica con aspetti molto tipici di rarefazione tondeggiante della struttura scheletrica, mentre la corticale ossea si presenta assottigliata, con conseguente aspetto « soffiato ». Le cisti vanno soggette a fasi alterne di sviluppo e di arresto. Spesso possono fratturarsi (frattura patologica) e questo fatto porta non raramente a guarigione. La terapia è chirurgica e consiste in una pulizia della cavità che va accuratamente raschiata, con successivo impianto di osso prelevato allo stesso soggetto (autotrapianto). La prognosi è benigna.
In via di ipotesi si può attribuire ad eventi traumatici o anche ad una iperplasia vasale e del tessuto connettivale nelle sedi delle ossa dove esse crescono e si allungano. Si ritrova con maggior frequenza nell'omero, al suo terzo superiore, nella tibia e nelle ossa dell'avambraccio. 1 sintomi sono rappresentati da un dolore sordo e a volte il soggetto avverte un rigonfiamento, ma non infrequentemente le cisti ossee decorrono silenti e vengono scoperte incidentalmente nel corso di una indagine radiologica.
La diagnosi è radiologica con aspetti molto tipici di rarefazione tondeggiante della struttura scheletrica, mentre la corticale ossea si presenta assottigliata, con conseguente aspetto « soffiato ». Le cisti vanno soggette a fasi alterne di sviluppo e di arresto. Spesso possono fratturarsi (frattura patologica) e questo fatto porta non raramente a guarigione. La terapia è chirurgica e consiste in una pulizia della cavità che va accuratamente raschiata, con successivo impianto di osso prelevato allo stesso soggetto (autotrapianto). La prognosi è benigna.
Cisti Dermoide
Cisti Dermoide, forma di cisti che si trova soprattutto nell'ovaia, ma può comparire, raramente, anche in altri organi, ad esempio nel torace, vicino al cuore; si tratta di una malformazione costituita da ún ammasso di sebo misto a peli, di grandezza varia ma per solito di diametro prossimo ai 10 cm. Se la cisti occupa entrambe le ovaie, possono comparire disturbi caratterizzati da irregolarità o assenza di mestruazioni; se la cisti è voluminosa può esser palpabile con esame ginecologico. La lesione è benigna e si cura con asportazione chirurgica; in rari casi la parete della cisti dermoide può andare incontro a trasformazione cancerosa maligna, ma anche in questo caso l'operazione può comportare guarigione. Se si dubita che la cisti non sia stata asportata completamente, all'intervento chirurgico può esser fatta seguire una cura radiologica.
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