COXARTROSI, elettiva e prevalente localizzazione della malattia artrosica degenerativa in corrispondenza dell'articolazione dell'anca, o coxofemorale. Le cause sono quelle dovute alla malattia articolare degenerativa. La sintomatologia è rappresentata da difetto articolare dell'articolazione dell'anca, e cioè: difficoltà ai movimenti di abduzione della coscia, alla flessione in avanti e indietro, alla rotazione all'interno e all'esterno della coscia. La coxartrosi viene bene evidenziata dalla radiografia del bacino, in particolare delle anche. Poiché l'articolazione è formata da una cavità che accoglie la testa del femore (acetabolo) e dalla testa del femore stesso, è possibile dimostrare una alterazione nei rapporti articolari e nella conformazione anatomica di queste due ossa.
La nicchia che ospita la testa del femore, cioè l'acetabolo, appare deformata con presenza talvolta eli formazioni ed escrescenze dovute alla malattia artrosica. Talvolta la testa del femore appare gravemente deformata, abnormemente inclinata, o addirittura quasi fusa nei contorni con la cavità che la ospita. Quando la coxartrosi evolve ulteriormente verso il peggio, si può arrivare pressoché al blocco articolare della coxofemorale. Ciò comporta per il malato l'impossibilità di eseguire movimenti di allargamento e di rotazione interna ed esterna delle cosce. In particolare penosa appare la deambulazione, l'accovacciamento, i movimenti di salire e scendere le scale, qualunque altro movimento implichi la motilità attiva o passiva della coscia. Per. non giungere al blocco articolare totale, sono utili terapie ortopediche specifiche. Ma oggigiorno, anche nel blocco totale articolare, è possibile un intervento di artroplastica, innestando cioè teste femorali in acciaio applicate al femore, ricostruendo la nicchia ossea sul bacino che ospita la testa del femore.
domenica 30 novembre 2008
COXA PLANA, epilisite
COXA PLANA, epilisite che colpisce il nucleo della testa del femore. Si verifica fra i 5 e i 10 anni e colpisce sia i maschi che le femmine. La causa è probabilmente legata a un deficit di irrorazione sanguigna della parte colpita, che in tal modo cade in necrosi. I sintomi sono rappresentati dal dolore all'anca e zoppicamento. La diagnosi è puramente radiologica e si fonda sulle tipiche alterazioni della testa del femore. La cura è rappresentata solo dalla immobilità a letto che dovrà prolungarsi per molto tempo (2-3 anni) ad evitare deformazioni inemendabili e artrosi. I controlli radiologici consentono di seguire l'evoluzione verso la guarigione.
COWPERITE, infiammazione delle ghiandole di Cowper
COWPERITE, infiammazione delle ghiandole di Cowper, situate ai due lati dell'uretra posteriore. La causa più comune della cowperite è la infezione gonococcica ( vedi blenorragia), cioè la più diffusa malattia venerea. Le ghiandole si ammalano allorche l'infezione passa nel canale uretrale che è in comunicazione diretta con le ghiandole stesse. Nella forma acuta si ha dolore vivo della parte e gonfiore, con rischio di formazione di fistole nel perineo ( tra ano e scroto); nella forma cronica, sempre al perineo, si formano nodi duri, grossi come una nocciola. Attualmente la cowperite è piuttosto rara, data la grande efficacia della cura dell'uretrite con antibiotici, che riesce ad impedire l'infiammazione delle ghiandole annesse all'uretra.
Morbo di Cooley o talassemia maior, o anemia mediterranea, malattia congenita
Morbo di Cooley, o talassemia maior, o anemia mediterranea, malattia congenita consisten- te in anemia di tipo emolitico (i globuli rossi si « rompono » più facilmente di quelli normali quando posti in soluzioni saline): il morbo di Cooley costituisce la forma più grave di tale malattia ed è definita come talassemia maior (vedi talassemia). La condizione morbosa viene trasmessa con carattere autosomico (vedi cromosomiche, malattie) e la condizione di omozigosia ( presenza dell'alterazione nei gameti femminile e maschile, che danno luogo allo zigote) determina le forme più gravi; il gene che trasmette la malattia controlla le catene beta e alfa dell'emoglobina e non consente la trasformazione dell'emoglobina fetale nell'emoglobina dell'adulto.
La malattia colpisce i soggetti nell'infanzia e si riscontra con maggiore frequenza nelle popolazioni delle regioni mediterranee (Spagna, Italia, isole mediterranee, Grecia, Asia Minore); in Italia si riscontra soprattutto in Sardegna, in Sicilia e in Calabria, ma anche nelle Puglie e nel delta padano.
L'anemia è di grado variabile, in rapporto allo stadio della malattia e all'efficienza compensatoria del midollo osseo (che produce i globuli rossi): sono frequenti tuttavia anemie di rilievo, con numero di globuli rossi varianti da 3 milioni a 1 milione per millimetro cubico; caratteristica di tale anemia è anche un basso contenuto di emoglobina e un volume ridotto dei globuli rossi (microciti), i quali frequentemente appaiono anche frammentati; i leucociti ( globuli bianchi) appaiono in genere aumentati; il midollo osseo appare fortemente iperplastico ( attivo e sviluppato) cosicché è anche frequente uno stato di osteoporosi (vedi); l'esame elettroforetico della emoglobina (per evidenziare chiaramente i componenti) mostra una rilevante quantità di emoglobina fetale.
All'esame radiologico lo scheletro mostra la presenza di numerose
e tipiche alterazioni con spiccata porosi ossea (in particolare il « cranio a spazzola », per la presenza di striature trabecolari a disposizione perpendicolare rispetto al tavolato).
La malattia colpisce i soggetti nell'infanzia e si riscontra con maggiore frequenza nelle popolazioni delle regioni mediterranee (Spagna, Italia, isole mediterranee, Grecia, Asia Minore); in Italia si riscontra soprattutto in Sardegna, in Sicilia e in Calabria, ma anche nelle Puglie e nel delta padano.
L'anemia è di grado variabile, in rapporto allo stadio della malattia e all'efficienza compensatoria del midollo osseo (che produce i globuli rossi): sono frequenti tuttavia anemie di rilievo, con numero di globuli rossi varianti da 3 milioni a 1 milione per millimetro cubico; caratteristica di tale anemia è anche un basso contenuto di emoglobina e un volume ridotto dei globuli rossi (microciti), i quali frequentemente appaiono anche frammentati; i leucociti ( globuli bianchi) appaiono in genere aumentati; il midollo osseo appare fortemente iperplastico ( attivo e sviluppato) cosicché è anche frequente uno stato di osteoporosi (vedi); l'esame elettroforetico della emoglobina (per evidenziare chiaramente i componenti) mostra una rilevante quantità di emoglobina fetale.
All'esame radiologico lo scheletro mostra la presenza di numerose
e tipiche alterazioni con spiccata porosi ossea (in particolare il « cranio a spazzola », per la presenza di striature trabecolari a disposizione perpendicolare rispetto al tavolato).
CONVULSIONI POSTNATALI
CONVULSIONI POSTNATALI, dopo un periodo di irrigidimento generalizzato (ipertono muscolare), comparsa di spasmi muscolari alternati a rilasciamenti ( spasmi clonici). Si manifestano: fissità dello sguardo, perdita della coscienza, incontinenza di feci e urine. Seguono mal di testa, stato confusionale e sonno profondo. I sintomi possono essere più o meno sfumati; nella pubertà e nell'adolescenza sono constatabili i cosiddetti equivalenti epilettici, caratterizzati da leggeri prodromi, brevi periodi di tono muscolare aumentato, movimenti involontari limitati alla bocca, nausea, vomito; in seguito amnesia (il soggetto non ricorda) o disturbi della sensibilità. Crisi focali o crisi jaksoniane sono quelle convulsioni che iniziano localmente in una regione dell'organismo e si estendono successivamente per tutto il corpo.
Hanno possibilità di recidive immediate o lontane. Le crisi convulsive sono talvolta ravvicinate, talvolta distanziate. E' necessario, per la diagnosi, effettuare l'elettroencefalogramma ( registrazione su foglio dei fenomeni elettrici del cervello per scopi diagnostici). Una puntura lombare deve essere praticata, dopo la prima crisi o in presenza di febbre, nell'intento di escludere un processo infettivo. Altri esami più indaginosi sono necessari se sono motivati altri sospetti, ad esempio la presenza di un tumore cerebrale. Le cause delle convulsioni possono essere: febbre elevata, infezioni del sistema nervoso, traumi come meningiti, ancefaliti, ascessi cerebrali, tetano, tumori del sistema nervoso centrale, anossia (cioè cattiva ossigenazione del cervello), assunzioni dei farmaci e veleni, deficit di calcio, di magnesio, di vitamina B6; insorgenza di malattie che fanno degenerare il sistema nervoso centrale (malattie da virus, rabbia, malattie infettive in generale).
Hanno possibilità di recidive immediate o lontane. Le crisi convulsive sono talvolta ravvicinate, talvolta distanziate. E' necessario, per la diagnosi, effettuare l'elettroencefalogramma ( registrazione su foglio dei fenomeni elettrici del cervello per scopi diagnostici). Una puntura lombare deve essere praticata, dopo la prima crisi o in presenza di febbre, nell'intento di escludere un processo infettivo. Altri esami più indaginosi sono necessari se sono motivati altri sospetti, ad esempio la presenza di un tumore cerebrale. Le cause delle convulsioni possono essere: febbre elevata, infezioni del sistema nervoso, traumi come meningiti, ancefaliti, ascessi cerebrali, tetano, tumori del sistema nervoso centrale, anossia (cioè cattiva ossigenazione del cervello), assunzioni dei farmaci e veleni, deficit di calcio, di magnesio, di vitamina B6; insorgenza di malattie che fanno degenerare il sistema nervoso centrale (malattie da virus, rabbia, malattie infettive in generale).
CONVULSIONI NEONATALI, contrazioni involontarie e alternate
CONVULSIONI NEONATALI, contrazioni involontarie e alternate a rilasciamenti, localizzate a pochi muscoli o generalizzate a tutto il corpo. Talvolta coesiste spasmo della glottide ( apertura della parte superiore della laringe, interposta tra le corde vocali). Le convulsioni possono essere causate da: emorragie cerebrali, traumatismo nel periodo del parto, malformazioni del cervello, medicamenti somministrati alla madre ( come anestetici e stupefacenti), ittero con compromissione cerebrale, tetano, diminuzione nel sangue di potassio, calcio, magnesio, glucosio, vitamina B6. In un quarto dei casi la causa sfugge. Per l'alimentazione e le cure vedi convulsioni postnatali.
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