CRAUROSI VULVARE, stato patologico della vulva in cui predominano l'atrofia e la sclerosi e che, come lesione distrofica, unitamente al Lichensclero-atrofico (LSA), viene considerato stato precanceroso. Colpisce sia la donna giovane che anziana, meno frequentemente l'età della maturità e mai l'infanzia. È molto meno frequente del LSA (rapporto 1 a 10), e si presenta, per solito, con difficoltà e dolori al coito, e con prurito. L'esordio della lesione predilige l'ingresso vaginale, e non tende ad estendersi verso la cute, il perineo e l'apertura anale. Non pare intervengano, nella sua genesi, fattori ormonali, e nemmeno stati emozionali e turbe psicoaffettive.
La lesione, centrovulvare, a livello dell'orificio vulvo-vaginale, va rapidamente incontro a fenomeni di sclerosi (durezza e rigidità), per cui il restringimento provocato dà difficoltà al coito e dolori coitali. R questo il sintomo capitale, veramente rivelatore, e che conduce alla diagnosi. Le mucose genitali sono atrofiche, secche, pallide (tipo burro fresco). L'atrofia delle piccole labbra è costante e progressiva (fino alla loro scomparsa!), Una craurosi vulvare può essere complicata da soffusioni emorragiche o erosioni e fissurazioni (per lo più da grattamento), ma anche da deviazioni verso la leucoplasia o, peggio, verso il cancro.
Nei casi sospetti non esiste che una sola via d'uscita: la biopsia effettuata in anestesia locale. La terapia richiede tempo e pazienza: lavaggi con permanganato di potassio al 1/10.000, o acqua Dalibur leggera, o pennellature di soluzione acquosa di fluorescina al 0,10 per cento. Massaggi locali con creme o pomate corticoidi potenti (betametasone, fluorocinolone, triamcinolone) più antistaminici per togliere il prurito ed evitare i grattamenti. Gli ormoni, per via generale o locale, sono inefficaci. In fase finale, scomparsi i segni funzionali, se non si ripristina l'introito normale, sono indicati dilatazioni diatermiche per permettere i rapporti sessuali.
domenica 30 novembre 2008
CRANIOTABE, rammollimento ossa craniche
CRANIOTABE, rammollimento delle ossa della volta cranica apprezzabile alla palpazione. L'osso compresso con il pollice s'infossa e la deformazione, come nel cappello del prete, sparisce subito dopo la compressione. Il rammollimento, dovuto a riassorbimento della sostanza ossea, interessa l'occipitale, le due ossa parietali e ha un'origine rachitica.
CRANIOSTENOSI, o craniosinostosi, insieme di deformazioni craniche
CRANIOSTENOSI, o craniosinostosi, insieme di deformazioni craniche dovute a precoce saldatura delle ossa del cranio. Il cervello è protetto dalla scatola cranica, la quale, a sua volta, è formata da varie ossa che, prima della nascita, si saldano tra di loro. Altre ossa, come si verifica tra frontale, parietali e occipitali, hanno suture (giunzioni ossee) che si saldano nei primi diciotto mesi di vita post-natale.
La saldatura precoce antenatale e postnatale delle ossa craniche determina deformazioni estetiche e alterazioni cerebrali talvolta molto gravi, come cecità, insufficiente sviluppo cerebrale, idiozia e aumento della pressione endocranica. Le varietà più importanti di craniostenosi sono l'atroce falfa, la brachicefalia (il diametro antero-posteriore del cranio supera di poco quello trasversale), la microcefalia ( piccolezza del cranio con arresto di sviluppo del cervello), la oxicefalia (cranio a punta), la scafocefalia ( testa a barca, dolicocefalia esagerata con prevalenza del diametro anteroposteriore), la turricelalia ( cranio a torre), la sindrome di Apert, la malattia di Cruzon ( mascellare superiore poco sviluppato, estrofusione dei globi oculari, prognatismo, ossia prominenza obliqua e in avanti della faccia).
Ne derivano disturbi multiformi ( disturbi neuropsichici, convulsioni, ecc.); malformazioni associate possono essere: anomalie della faccia, degli arti, scarso sviluppo del mascellare superiore, unione delle dita, ecc. In certi casi si può rimodellare il cranio mediante trattamento chirurgico con risultati talvolta ottimi se si opera prima dei sei mesi. Il risultato è soprattutto estetico.
La saldatura precoce antenatale e postnatale delle ossa craniche determina deformazioni estetiche e alterazioni cerebrali talvolta molto gravi, come cecità, insufficiente sviluppo cerebrale, idiozia e aumento della pressione endocranica. Le varietà più importanti di craniostenosi sono l'atroce falfa, la brachicefalia (il diametro antero-posteriore del cranio supera di poco quello trasversale), la microcefalia ( piccolezza del cranio con arresto di sviluppo del cervello), la oxicefalia (cranio a punta), la scafocefalia ( testa a barca, dolicocefalia esagerata con prevalenza del diametro anteroposteriore), la turricelalia ( cranio a torre), la sindrome di Apert, la malattia di Cruzon ( mascellare superiore poco sviluppato, estrofusione dei globi oculari, prognatismo, ossia prominenza obliqua e in avanti della faccia).
Ne derivano disturbi multiformi ( disturbi neuropsichici, convulsioni, ecc.); malformazioni associate possono essere: anomalie della faccia, degli arti, scarso sviluppo del mascellare superiore, unione delle dita, ecc. In certi casi si può rimodellare il cranio mediante trattamento chirurgico con risultati talvolta ottimi se si opera prima dei sei mesi. Il risultato è soprattutto estetico.
CRANIOFARINGIOMA, tumore dell'ipofisi
CRANIOFARINGIOMA, tumore dell'ipofisi conseguente allo sviluppo di resti del tessuto embrionale; può svilupparsi dentro la sella turcica ( tasca ossea che contiene l'ipofisi) o al di fuori della sella; in un terzo circa dei casi il tumore è solido, mentre negli altri casi mostra formazioni cistiche, più o meno voluminose, talvolta contenenti deposizioni calcaree.
I sintomi sono costituiti essenzialmente da cefalea e vomito ( conseguenti all'aumento della pressione endocranica), da sonnolenza, da disturbi del metabolismo, in particolare dell'acqua e dei sali (causati dalla sofferenza del diencefalo), da alterazioni della innervazione estrinseca degli occhi consistente in ptosi palpebrale ( caduta della palpebra) unilaterale o bilaterale, e con paralisi di uno o più muscoli oculari, nonché da disturbi di tipo endocrino in rapporto alla lesione secondaria della funzione ipofísaria e diencefalica. L'età del paziente (il tumore colpisce preferentemente i soggetti fra i 13 e i 20 anni), le alterazioni radiografiche evidenti a carico della sella turcica e i disturbi sopra riportati consentono abbastanza facilmente l'orientamento diagnostico.
I sintomi sono costituiti essenzialmente da cefalea e vomito ( conseguenti all'aumento della pressione endocranica), da sonnolenza, da disturbi del metabolismo, in particolare dell'acqua e dei sali (causati dalla sofferenza del diencefalo), da alterazioni della innervazione estrinseca degli occhi consistente in ptosi palpebrale ( caduta della palpebra) unilaterale o bilaterale, e con paralisi di uno o più muscoli oculari, nonché da disturbi di tipo endocrino in rapporto alla lesione secondaria della funzione ipofísaria e diencefalica. L'età del paziente (il tumore colpisce preferentemente i soggetti fra i 13 e i 20 anni), le alterazioni radiografiche evidenti a carico della sella turcica e i disturbi sopra riportati consentono abbastanza facilmente l'orientamento diagnostico.
CRAMPI NOTTURNI, contrazioni dolorose involontarie
CRAMPI NOTTURNI, contrazioni dolorose involontarie e in genere passeggere dei muscoli delle gambe, che possono comparire durante il riposo notturno in malati affetti da disturbi della circolazione venosa: si localizzano per lo più al polpaccio e alla faccia posteriore della coscia. Si ritiene che l'accumulo di scorie tossiche, favorito dal ristagno venoso, accentuato a sua volta dal riposo a letto, possa esaltare l'eccitabilità dei muscoli e determinarne l'indesiderata contrazione.
CRAMPI DEGLI SCRIVANI
CRAMPI DEGLI SCRIVANI, sintomi (il origine psicologica indicanti una personalità nevrotica che converte il proprio sintomo in un disturbo della motricità e della sensibilità del braccio e della mano usati per scrivere. Si tratta di un irrigidimento (involontario, poiché la causa psicologica è inconscia) dei muscoli flessori delle dita o di un tremore, per cui diventa impossibile continuare a scrivere o a suonare il pianoforte o a premere un tasto della tastiera o a battere a macchina. Difficilmente (per il modo di comparsa e per l'assenza di altri sintomi) si tratta di un segno di sofferenza organica, ma occorre sempre un esame minuzioso per escludere una miopatia. Sarebbero colpiti particolari gruppi muscolari oggettivamente sottoposti a sforzo e ad usura, perché in questo modo vi sarebbe la possibilità di giustificare la conversione somatica.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)