venerdì 28 novembre 2008

Cheilosi alterazioni mucosa del labbro

Cheilosi , alterazioni della struttura della mucosa del labbro, non acute: sono essenzialmente dovute a carenza di vitamine (disvitaminosi). Colpiscono di preferenza soggetti la cui alimentazione è povera di vitamine, specie del gruppo B, oppure coloro che hanno dovuto subire lunghe cure antibiotiche, le quali portano a una distruzione del fattore B. Si forma un assottigliamento della mucosa, che assume anche un colore più chiaro, poi Lilla desquamazione del labbro e, infine, delle erosioni, cioè delle spaccature. La cura consiste nell'elargire forti dosi di vitamine del gruppo B, specie la vitamina B; inoltre, creme antisettiche e epitelizzanti, con esclusione di stlifornidici.

Cheilite infiammazione delle labbra e mucosa

Cheilite, termine che indica genericamente infiammazione delle labbra, o meglio, della mucosa del labbro. Numerose possono essere le cause di una cheilite, principalmente le infezioni, le irritazioni da raggi solari, poi le infiammazioni ghiandolari e infine le forme precancerose. Le infezioni colpiscono soprattutto l'angolo della bocca (cbeilite angolare): sono causate da germi detti piogeni, oppure da funghi della pelle ( miceti) . Ne sono affetti prevalentemente i bambini, specie nei periodi di dentizione, quando all'angolo della bocca v'è anche ristagno di saliva. Il nome comune di questa cheilite è quello di boccheruola. Compare un arrossamento, che si allarga a raggiera e favorisce il formarsi di piccole ragadi dolorose.

I sintomi sono rappresentati da arrossamento violento del labbro ( specie quello inferiore), gonfiore, sierosità e croste, infine anche spaccature vere (ragadi) estremamente dolorose. La cura consiste nell'applicazione di creme cortisoniche e lenitive, soprattutto a componente oleosa. Sono utili anche alcune compresse di antistaminico per bocca. La convalescenza è piuttosto lunga e, soprattutto, è frequente la recidiva ad una successiva esposizione al sole, anche a distanza di un anno. È quindi fondamentale la prevenzione, cioè l'uso tempestivo di creme antisolari.

Sindrome di CHARLIN

Sindrome di CHARLIN, sindrome vegetativa naso-oculare, caratterizzata da un complesso di disturbi che consistono in crisi dolorose e violentissime che partono all'interno del naso, dietro l'occhio, e si irradiano alla tempia e alla mascella, rendendo sensibilissimo l'occhio stesso al più piccolo stimolo; compaiono per cause irrilevanti (ad esempio per uno starnuto), in un soggetto con congiuntiviti, ulcere corneali, infiammazioni dell'iride. Si tratterebbe di un'infezione delle cellule della cavità nasale e dei seni paranasali (sinusite etmoidale) in malati con patologia del metabolismo, soprattutto diabete ed uricemia. Tutti questi agenti patologici irriterebbero il nervo nasale (che è una branca del nervo oftalmico); l'unica terapia è l'applicazione di cocaina sul suo decorso, all'interno e nella parte anteriore alta della fossa nasale. La gravità dei dolori è tale da condurre talora il malato al suicidio. Ciò rende importantissima la diagnosi immediata e l'intervento terapeutico.

Malattia di CHAGAS

Malattia di CHAGAS, o tripanosomiasi americana forma di tripanosomiasi a carattere endemico dell'America centro-meridionale, comunissima nelle zone rurali del Brasile, Venezuela, Perù ed Argentina dove colpisce larghi strati della popolazione. L'agente causale è il Trypanosoma cruzi, di cui sono serbatoio cani, gatti e roditori selvatici, e che viene trasmesso all'uomo, con la puntura, da una cimice ( triatoma) .

La trasmissione congenita al feto si verifica in pochi casi. La malattia evolve in due forme: acuta e cronica. Nella forma acuta si osserva una lesione tumefatta al punto di inoculazione del tripanosoma. Questo, invaso l'organismo, causa danni estesi al muscolo cardiaco ed al sistema nervoso ( sia centrale che periferico).

Negli adulti la sintomatologia soggettiva ed obiettiva è lieve, nei neonati e nei bambini, invece, la forma acuta decorre in modo assai grave, con febbre, edema facciale, epatosplenomegalia (ingrossamento del fegato e milza), linfoadenopatia (ingrossamento doloroso delle ghiandole linfatiche) ed anemia. In tre, quattro settimane può condurre alla morte per meningoencefalite e scompenso cardiocircolatorio.

La forma cronica è tipica degli adolescenti c'degli adulti che sono stati contagiati nella prima infanzia e nei quali, fortunatamente, lo stadio acuto, per essere lieve, è passato inosservato. La sintomatologia simula una miocardite cronica: disturbi del ritmo e scompenso di tipo congestizio. Raramente sono stati evidenziati dilatazioni abnormi di esofago e colori ( megaesofago e megacolon) come esiti di distruzioni estese dalla loro innervazione. Postumi tardivi sono deficit mentale e paralisi spastiche.

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Sindrome di CESTAN-CHENAIS

Sindrome di CESTAN-CHENAIS, lesione bulbare a focolaio con emiplegia associata a sindrome oculare simpatica; è una sindrome alterna ( cioè con caratteristiche diverse dei sintomi dai due lati) della parte superiore del bulbo che si manifesta con miosi (restringimento spiccato della pupilla), ptosi ( parziale chiusura della palpebra), nistagmo, paralisi del faringe, della laringe e talora della lingua, emiatassia cerebellare dal lato opposto alla lesione, disturbi della sensibilità ed infossamento del bulbo oculare (enoftalmo) dal lato della lesione. Il disturbo è quasi sempre dovuto a un piccolo infarto del midollo allungato, causato da trombosi, infiammazione o tumore, che colpisce in un punto particolare l'arteria vertebrale. Si tratta di una sintesi, quindi, tra la sindrome di Avellis e quella di Babinski e Nageotte.

Cervicite, infezione del collo dell'utero

Cervicite, infezione del collo dell'utero, cioè di quella parte dell'utero che, facendo seguito al corpo ( contenuto nel piccolo bacino), sporge in vagina (ed è perciò anche chiamato portio vaginali oppure muso di tinca). Tutti i germi patogeni possono essere chiamati in causa come agenti eziologici di una cervicite, dai comuni piogeni al gonococco, fino a quelli delle forme luetiche e tubercolari. Condizioni particolari come i parti ed i conseguenti puerperi, gli aborti ( specie se procurati), nonché l'attività sessuale giocano un ruolo altamente favorevole alla predisposizione per l'infezione di questoorgano, e ne spiegano l'alta incidenza in sede di frequenza percentuale.

La sintomatologia, in fase acuta, è caratterizzata da secrezione muco-purulenta più o meno abbondante, talora con dolori ( specie coitali) e, raramente, febbre (nelle forme in cui partecipa anche il corpo uterino si ha metrite). La diagnosi è facile, specie alla visita mediante speculum, e può essere circostanziata da esami batteriologici su prelievo del trasudato. La terapia è prevalentemente locale: ovuli o candelette (a base di antibiotici o sulfamidici oppure di farmaci particolari quali protargolo, solfato di zinco, ittiolo e tannino) ed irrigazioni vaginali. Si può associare anche una terapia generale antibiotica, sulfamidica o chemioterapica qualora sia richiesta.