venerdì 26 luglio 2024

Frutta: l'elisir di lunga vita e di buon umore?

Uno studio rivela come tre porzioni di frutta al giorno possano tenere a bada la depressione, soprattutto nella mezza età.

L'antidoto naturale contro la depressione in età avanzata. Uno studio di lunga durata ha rivelato che un consumo regolare di frutta, a partire dalla mezza età, può ridurre significativamente il rischio di sviluppare sintomi depressivi in età più avanzata. I benefici sembrano essere legati alla presenza di antiossidanti e micronutrienti che proteggono il cervello. Questa scoperta sottolinea l'importanza di una dieta ricca di frutta, come quella tipica della dieta mediterranea, per promuovere il benessere mentale e fisico durante l'invecchiamento.

La frutta un alleato per la salute mentale. Un'ampia ricerca ha dimostrato che il consumo regolare di frutta, in particolare a partire dalla mezza età, può ridurre il rischio di sviluppare sintomi depressivi in età avanzata. Gli antiossidanti e i micronutrienti presenti nella frutta, come la vitamina C e i flavonoidi, sembrano svolgere un ruolo chiave nel proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall'infiammazione, fattori entrambi associati alla depressione. È interessante notare che, a differenza della frutta, il consumo di verdure non ha mostrato lo stesso effetto protettivo, suggerendo un ruolo specifico della frutta nel prevenire la depressione.

domenica 17 settembre 2017

Chikungunya: Raggi firma l’ordinanza per le disinfestazioni

E' stata firmata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi l’ordinanza «per contrastare l’emergenza sanitaria dovuta ai casi sospetti e accertati di Chikungunya trasmessi dalla zanzara tigre, non solo su suolo pubblico, ma anche su quello privato». È quanto si legge in una nota del Campidoglio. Intanto la Regione comunica che nel Lazio «sono 17 i casi accertati dal Servizio regionale di sorveglianza malattie infettive (Seresmi) ad oggi di Chikungunya, di questi 6 nella Capitale». «Di questi 17 - aggiunge la Regione - dieci casi sono residenti o riportano un soggiorno nel Comune di Anzio, e sette casi non risultano aver viaggiato in Italia o all’estero nei 15 giorni precedenti l’esordio dei sintomi». La malattia, virale, si manifesta con sintomi molto simili a quelli dell’influenza. leggi altro

I tumori più diffusi in Italia

Prostata per gli uomini, seno per le donne. Ecco i due big killer nei due sessi. Come era naturale attendersi, i dati del Rapporto cancro presentati ieri al Ministero della salute ci dicono che negli uomini il più diagnosticato è il tumore della prostata (34.800) che rappresenta il 18% del totale; seguono il cancro del colon-retto (16%), del polmone (15%), della vescica (11%) e delle vie urinarie (5%). Tra le donne il tumore della mammella (51.000) rappresenta il 28% delle neoplasie femminili, seguito da quelli del colon-retto (13%), del polmone (8%), della tiroide (6%) e del corpo dell’utero (5%).

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Chikungunya, ci sono 20 nuovi casi nel Lazio. Anzio è il più colpito dalla malattia

Ci sono 20 nuovi casi di Chikungunya nel Lazio. E sale così a 47 il numero di persone affette dalla malattia, caratterizzata da febbre acuta e trasmessa dalla puntura di zanzare, che continua a diffondersi nella provincia di Roma. Tutti i nuovi contagi, tranne uno, si registrano tra persone che vivono o hanno soggiornato nel Comune di Anzio, il più colpito dalla malattia. “È stato chiesto ai Comuni di procedere alla disinfestazione delle aree interessate”, spiega la Regione Lazio. E tra questi c’è adesso anche Latina, dove un uomo è stato colpito dalla malattia. Immediata la reazione del Comune, che in serata ha diramato una nota in cui comunica di aver predisposto la disinfestazione straordinaria larvicida e adulticida, che “verrà effettuata nell’arco di cinque giorni a partire da domani, sabato 16 settembre”.

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Chikungunya nel Lazio: raccolte di sangue

Le conseguenze sul Sistema Trasfusionale a seguito dell'emergenza legata ai focolai di Chikungunya nel Lazio "sono paragonabili a quelle di una maxi-emergenza, sebbene non sia di tipo sanitario, perché il virus raramente dà sintomi gravi". Lo afferma il Centro nazionale sangue, mentre in tutta Italia stanno partendo delle raccolte straordinarie, programmate con le Regioni per far fronte al protrarsi delle carenze. Intanto salgono a 47 i casi accertati.

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Allarme Chikungunya: donazioni di sangue - Zanzare tigre

Era previsto che i casi si sarebbero moltiplicati. E sono destinati a crescere ancora. Il virus Chikungunya ha colpito nel Lazio in totale 47 persone, quasi tutte residenti ad Anzio, città del litorale dove è stato individuato uno dei primi focolai. Sei quelli registrati a Roma e uno a Latina. Venerdì, poi, è stato registrato un caso anche in Lombardia. Ad essere stata infettata è una ragazzina di 13 anni di origine asiatica residente a Curtatone, un comune alle porte di Mantova.

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mercoledì 22 febbraio 2012

Digiunare (ma non troppo) fa bene al cervello


Meno cibo per proteggere il cervello dalle malattie neurodegenerative: Alzheimer e Parkinson. È la proposta dei ricercatori statunitensi del National Institute on Ageing di Baltimora (Usa). Digiunare, ma in maniera programmata, sembra innescare un meccanismo virtuoso per il cervello, aiutando a tenere lontane forme di declino cognitivo. Un taglio alla dieta quotidiana di circa 500 calorie, l’equivalente di qualche verdura e un po' di tè, per due giorni su sette ha effetti benefici, spiega Mark Mattson che ha condotto la ricerca sugli animali. I risultati sono stati presentati durante l'assemblea annuale dell'Associazione Americana per l'Avanzamento della Scienza (Aaas) e confermano quello che altri studi hanno appurato: la restrizione calorica può far vivere più a lungo, il 40% in più.

Cosa accade al cervello? - Il digiuno per periodi di tempo regolari potrebbero aiutare a ritardare l'insorgenza delle malattie . ''Lo suggeriscono i nostri esperimenti sugli animali", dice Mattson che ha anche individuato come. "Le cellule del cervello sono messi sotto stress lieve, in maniera analoga agli effetti dell'attività fisica sulle cellule muscolari" quando sono stimolate dalla mancanza di calorie. "Ridurre l'apporto calorico potrebbe aiutare il cervello, ma tagliando in questo modo l'assunzione di cibo non è detto sia il metodo migliore per innescare questa protezione. È probabile che sia meglio continuare a periodi intermittenti di digiuno, in cui si mangia quasi nulla, e quindi avere periodi in cui si mangia quanto si vuole'' precisa Mark Mattson.

L'anoressia nervosa


L'anoressia nervosa è, secondo la classificazione internazionale delle malattie (ICD), uno dei più importanti disturbi del comportamento alimentare, insieme alla bulimia. Ciò che contraddistingue l'anoressia nervosa è il rifiuto del cibo da parte della persona e la paura ossessiva di ingrassare. Nelle forme più gravi possono svilupparsi malnutrizione, inedia, amenorrea ed emaciazione.

Le sue origini nosografiche sono molto antiche. Coinvolge nella sua evoluzione funzioni psicologiche, neuroendocrine, ormonali e metaboliche. I trattamenti possibili sono ancora in fase di studio, le cure farmacologiche attuali possono dare solo un modesto beneficio alla persona.

L'anoressia nervosa è una malattia e non deve essere confusa con il sintomo chiamato anoressia la cui presenza invece è indice di un differente stato patologico dell'individuo.

martedì 26 aprile 2011

Giappone: test sulla salute degli operai della centrale nucleare di Fukushima

Il 25 aprile il Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare giapponese ha richiesto alla Tokyo Electric Power Company (Tecpo) e alle sue aziende partner di effettuare test urgenti sulla salute dei lavoratori che stanno operando nella centrale nucleare di Fukushima.

Prima di questo, Takeshi Tanigawa, professore di medicina che ha svolto test periodici sulla salute dei lavoratori a Fukushima, ha annunciato ai media giapponesi che tra le persone da lui testate, 50 hanno presentato sintomi di ipertensione e raffreddore, mentre altri 30 hanno dichiarato di avere sofferto di grandi pressioni psicologiche.

Yara, maxi schermo per i funerali Forse le esequie a giugno

In Comune si accenna già ad un minimo di organizzazione per i funerali di Yara Gambirasio, che non sono ancora stati fissati perchè il cadavere della ragazzina resterà all'istituto di Medicina legale di Milano almeno fino al 27 maggio.
L'organizzazione per ora concordata dal sindaco Diego Locatelli con la famiglia Gambirasio prevede che all'interno della palestra dove Yara si allenava, il vescovo di Bergamo Francesco Beschi celebri la Messa, in presenza dei più stretti familiari, dei rappresentanti delle istituzioni e di altre persone legate alla famiglia. Si tratta di una misura di sicurezza, per evitare che la palestra di Brembate Sopra, che non è enorme, si riempia oltre misura.
La scelta di non fare entrare chiunque in palestra durante la messa del vescovo comporterà una certa organizzazione anche per l'area esterna, in particolare il parcheggio più grande del centro sportivo di Brembate Sopra. L'intenzione sarebbe quella di far realizzare riprese televisive all'interno da trasmettere al di fuori della palestra tramite uno o più megaschermi, per consentire a molte persone di assistere al momento dell'addio a Yara.
Chiaramente non si prevede l'arrivo a Brembate Sopra di soli amici, conoscenti e parenti della famiglia Gambirasio e della piccola uccisa. L'organizzazione del Comune e della protezione civile dovrà prepararsi a far fronte ad una sorta di pellegrinaggio, forse non solo dal Nord Italia.
L'organizzazione si muove, i tempi restano incerti. Il 27 maggio scadrà il periodo accordato dal pubblico ministero al medico legale Cristina Cattaneo per le analisi sul corpo di Yara. Attorno a quella data, quindi, potrebbe esserci il nulla osta del pm per i funerali. E alcuni giorni necessari comunque per l'organizzazione dei funerali porterebbero alle esequie entro la prima settimana di giugno. Questa l'ipotesi più verosimile, sempre che i medici legali non decidano ancora una volta di chiedere una proroga per le analisi scientifiche.

OSPEDALE DI SCAFATI Donna incinta morta, 7 avvisi di garazia: omicidio colposo

I provvedimenti riguardano sei medici dell'ospedale Scarlato, dove la donna è deceduta, e il ginecologo che l'aveva in cura. I medici sono dei reparti di Rianimazione, Medicina e del pronto soccorso. Stessa accusa per tutti
SALERNO. I carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore notificano sette informazioni di garanzia emesse dalla procura della Repubblica, per la morte all'ospedale Scarlato di Scafati della giovane di 23 anni, incinta di due gemelli e all'ottavo mese di gravidanza.

I provvedimenti riguardano sei medici dell'ospedale stesso, dove la donna è morta, e il ginecologo che l'aveva in cura. I medici indagati prestano servizio nei reparti di Rianimazione, Medicina e al pronto soccorso dell'ospedale Scarlato. Per tutti l'accusa avanzata dagli inquirenti è di omicidio colposo.

I carabinieri in queste ore stanno anche interrogando nove infermieri della struttura

Intossicati dalle erbe selvatiche

Ha rischiato davvero tanto la famiglia che, la giornata di pasqua, ha mangiato erbe tossiche invece che vegetali commestibili. Michele Rossi, 64 anni di Tremosine, il suo genero Danilo Antonioli, 48 anni di Tignale, e i due figli, di otto e due anni, hanno iniziato ad accusare forti dolori allo stomaco.
La madre dei ragazzi, nonchè moglie del 48enne e figlia del 64enne, ha portato tutti dalla guardia medica, sottolineando che i malesseri erano iniziati quando i quattro avevano mangiato erbe e radice raccolte nel bosco sopra a Tremosine.
I sanitari che hanno visitato la famiglia hanno disposto l'immediato ricovero in ospedale. I due adulti sono stati ricoverati a Gavardo, mentre i due fratellini sono stati trasferiti nel reparto di pediatria dell'ospedale Civile di Brescia. Per gli adulti c'è stato l'immediato ricovero in rianimazione e la lavanda gastrica. Rianimazione anche per i piccoli che lunedì pomeriggio hanno lasciato la terapia intensiva per essere trasferiti in corsia. Stanno decisamente meglio.
I quattro avevano mangiato il veratro, un'erba che contiene digitale, una sostanza che abbassa il battito cardiaco spesso usata anche in medicina per curare alcune cardiopatie. Quando non è fiorito il vegetale può essere scambiato per un asparago.

Giallo di Yara, nuovi prelievi nel campo di Chignolo

È tornata a Chignolo d'Isola, Cristina Catta­neo, l'esperta dell'Istituto di medicina legale di Milano che dovrà fare chiarezza sulla morte di Yara Gambirasio (nel tondo).
Nei giorni scorsi, l'anatomopatologa ha effet­tuato un nuovo sopralluogo nel campo dove, esattamente due mesi fa, è stato ritrovato il cadavere della tredicenne di Brembate di So­pra. Sono stati prelevati altro terriccio ed es­senze vegetali. È probabile che si stiano cercan­do riscontri agli esami effettuati finora per capire, al di là delle cause del decesso, non ancora stabilite, se il delitto si sia consumato in quel luogo, come al momento tutto por­terebbe a pensare.
ESAMI COMPLESSI
I resti di Yara erano stati sco­perti il pomeriggio del 26 febbraio scorso da un appas­sionato di modellismo, che stava facendo volare il suo aeroplanino nel campo in­colto che si trova alle spalle dell'area industriale di Chi­gnolo d'Isola. Sono dieci chilo­metri, un quarto d'ora d'au to, dalla palestra di Brembate, l'ultimo luogo dove la ragazzina è stata vista viva la sera del 26 novembre 2010. Erano le 18.45, minuto più minuto meno, e Yara aveva salutato le istruttrici di ginnastica ritmica e le compa­gne di squadra dicendo che si era fatto tardi e che doveva tornare a casa. Nei settecento metri che separano l'abitazione dei Gambirasio dal centro sportivo è avvenuto il presunto rapi­mento. Gli esami medici, per i quali la Procura di Bergamo ha concesso alla dottoressa Catta­neo 90 giorni di tempo (la relazione definitiva sarà consegnata entro il 27 maggio), dovranno dunque accertare le cause della morte e il luogo dove questa è avvenuta. Sembrano esserci po­chi dubbi, invece, sul "quando": quasi sicura­mente la giovane è stata uccisa poco dopo la sparizione, visto che nello stomaco sono stati trovati i resti del suo ultimo pranzo

L'articolo di Maddalena Berbenni su CronacaQui in edicola il 26 aprile

SALUTE: GARATTINI, NO A MEDICINE ALTERNATIVE IN OSPEDALE A SPESE SSN

(ASCA) - Roma, 26 apr - Silvio Garattini, Direttore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche 'Mario Negri', sul numero del settimanale 'Oggi' in edicola domani, critica duramente la decisione dell'ospedale di Grosseto di accogliere al suo interno ambulatori di agopuntura, omeopatia e fitoterapia.

''Da qualche decennio - sostiene - la vera medicina cerca di passare dalle impressioni alle prove, per evitare che gli ammalati vengano trattati senza la ragionevole sicurezza di ricevere interventi che indurranno un giovamento.L'altra medicina e' invece completamente senza prove. L'agopuntura e' tutta in discussione anche per le molteplici modalita' con cui puo' essere eseguita; i prodotti omeopatici, in gran maggioranza, non contengono nulla, i prodotti fitoterapici non si sa bene che cosa contengano e possono variare da preparazione a preparazione. Non vi e' nessun controllo, sono stati messi in commercio solo con una notifica e non sono obbligati a presentare alcuna documentazione che ne garantisca l'efficacia. Mentre i prezzi dei farmaci rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale sono frutto di negoziazioni, i prodotti omeopatici e fitoterapici hanno facolta' di fissare il prezzo che vogliono''.

Secondo Garattini, ''La via delle due medicine e' anche un attentato a un bene prezioso: il Servizio Sanitario Nazionale, la cui sostenibilita' nel tempo e' legata al rimborso dei trattamenti basati sull'evidenza. E' bene che i politici riflettano sulla necessita' di privilegiare la razionalita' anziche' rincorrere tutto cio' che puo' portare consensi e voti''.

sabato 23 aprile 2011

Cosa mangiare a cena per dimagrire

Cosa bisogna mangiare a cena per dimagrire? Se desiderate dimagrire e mantenere il peso forma in maniera stabile, iniziate a considerare in maniera più attenta e consapevole il momento della cena. La cena, ultimo pasto della giornata, nell’alimentazione quotidiana rappresenta un punto fondamentale della dieta. Igredienti e orario per cenare sono due fattori da tenere in considerazione se desideriamo dimagrire. Per dimagrire velocemente e conquistare il peso forma infatti anche l’ora in cui effettuare la cena rappresenta una strategia da non dimenticare: i monaci tibetani non ingeriscono nulla dopo le 16 del pomeriggio. Ovviamente le usanze occidentali sono differenti, però è bene ricordare che una corretta cena presuppone alimenti leggeri e facilmente digeribili, un piatto nutriente ma cotto in maniera salutare.

A fine giornata il metabolismo è rallentato: i grassi non vengono bruciati con la stessa velocità ed efficacia, per questo rispetto alla colazione, quando la giornata inizia ed è bene rifornire il corpo delle energie necessarie, è opportuno privilegiare alimenti leggeri e salutari.
I cibi pesanti possono complicare la digestione e aumentare in maniera radicale le calorie: se durante la giornata siete costretti a rimanere sul posto di lavoro, cercate di portarvi il pranzo in ufficio e soprattutto fate l’onesto tentativo di non arrivare al momento della cena con lo stomaco drasticamente vuoto e in preda a un brontolio fin troppo noto.
Secondo la medicina tradizionale cinese l’ora migliore per cenare si situa dalle sette alle nove di sera: cenare presto facilita la digestione, evita un sovraccarico al fegato, nonché il fastidioso insorgere di disturbi del sonno.
Evitate di ripetere lo stesso pasto del pranzo: le proteine non sono un obbligo, anzi se a pranzo avete consumato pesce o carne, scegliete un piatto di cereali integrali o pasta per la sera e viceversa.
D’inverno sono ottime le zuppe, specialmente per dimagrire, così come d’estate ottima è un’insalata mista, con formaggio o pesce oppure, massimo due volte la settimana, carne, preferibilmente alla piastra.
Se desiderate dimagrire a cena evitate insaccati e fritti: gli alimenti da preferire sono cereali integrali, riso, oltre a frutta e verdura.
Anche uno yogurt, specie come dessert, può essere ottimo per terminare la cena con un pizzico di dolce bontà.
Il consumo di proteine aiuta a bruciare i grassi, mentre i cereali integrali come l’avena, grazie alla vitamina B, calmano il sistema nervoso e possono conciliare il sonno.

Uranio nel poligono di Quirra

Ora c’è anche la conferma del Politecnico di Torino. Nel poligono interforze di Quirra si è utilizzato uranio, ritrovato nei resti dell’agnello deforme a due teste analizzato nei laboratori dell’ateneo piemontese. Gli studiosi avrebbero riscontrato che “con ogni probabilità le ossa dell'agnello hanno visto una parziale contaminazione con uranio impoverito”.

Oggi dovrebbero essere riesumate, su ordine del Procuratore della Repubblica di Lanusei, Domenico Fiordalisi, le prime tre delle venti salme di persone morte per tumori al sistema emolinfatico: due sono di militari, l’altra di un pastore. Si tratta per la maggior parte di allevatori o di loro parenti, tutti residenti nei comuni intorno al poligono di Quirra.Saranno poi prese in consegna dal direttore della Scuola di specializzazione in medicina legale dell’Università di Milano, Marco Grandi, il quale dovrà fare i prelievi sui tessuti delle salme, spediti poi al fisico nucleare Evandro Lodi Rizzini. Sarà lui a verificare la presenza o meno di particelle “alfa”, emesse dall’uranio impoverito una volta decaduto. L’eventuale loro presenza sarà la conferma che nel Poligono è stato usato il pericoloso componente.

Intanto, nei giorni scorsi, il procuratore Fiordalisi ha ordinato il sequestro di 375 ettari del Poligono, una porzione importante della base, nel cui interno ci sono anche falde acquifere. Questo di fatto comporta lo stop alle esercitazioni, o ad altre attività militari, mentre ci sarebbe un primo iscritto nel registro degli indagati: si tratta di un ex-colonnello, ora in pensione, comandante dell’ufficio inquadramento del Poligono, dal quale dipendevano i soldati di leva, come lo era anche un teste, ascoltato qualche settimana fa.
L’accelerazione nelle indagini della Procura è arrivata dopo che il militare di leva avrebbe parlato con gli inquirenti di esplosioni di munizioni esauste nel poligono, arrivate da tutte Italia, secondo quanto riferito dal testimone. Tra le carte sequestrate dagli agenti del Questura di Nuoro anche documenti nei quali si riferisce di esplosioni al napalm, un prodotto altamente pericoloso ed usato sia nella guerra in Vietnam che nei conflitti in Iraq e Afghanistan.

Il lavoro della Procura prosegue, pur nella necessaria discrezione che un’indagine del genere comporta. Resta il fatto che le popolazioni della costa sud orientale della Sardegna e dell’immediato entroterra sono in attesa di risposte certe ai dubbi che da troppo tempo li assalgono, circa l’attività del Poligono e su ciò che effettivamente veniva fatto. È evidente che la sola autocertificazione delle ditte o dei militari che utilizzavano il Poligono non poteva essere sufficiente a scongiurare eventuale uso di armi contenti sostanze o elementi dannosi per l’uomo e per l’ambiente.

Eco-doppler alle gambe

Eco-doppler alle gambe Arriva l'esame salvavita

L'esame permette di somministrare tempestivamente terapie per favorire la circolazione e prevenire dolori, gonfiori, irritazioni e problemi respiratori

Bologna, 21 aprile 2011 - La gamba si gonfia e fa male. Qualche volta la pelle si arrossa, apparentemente senza motivo. Ma una causa c’è: una sorta di 'tappo' alla circolazione all’interno delle vene, che dà il via a una difficoltà circolatoria delle gambe, ed è figlio della trombosi venosa profonda.

Peggio ancora se un coagulo si sposta e dall’interno di una vena delle gambe va a chiudere i vasi dei polmoni. In questo caso si rischia l’embolia polmonare, che si manifesta con fortissime difficoltà a respirare o con un dolore al torace che ricorda l’infarto. In certi casi può esserci un problema di circolazione che va trattato per tempo.

Fondamentale è l’esecuzione di un esame eco-doppler, indolore, che attraverso una sonda appoggiata in corrispondenza della gamba permette di visualizzare su uno schermo il flusso del sangue all’interno dei vasi e quindi di rilevare eventuali stop anche parziali alla circolazione. "Essenziale la diagnosi, perché la prognosi di questi pazienti cambia in maniera sostanziale laddove si attui una terapia adeguata, che nella fattispecie è una terapia anticoagulante" spiega Giancarlo Agnelli, direttore di Medicina interna e vascolare all’Ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia.

''In questo senso vanno ricordati gli anticoagulanti di nuova generazione come apixaban, che fa parte di una nuova famiglia di medicinali, testati inizialmente per prevenire il tromboembolismo venoso in condizioni particolarmente a rischio, ovvero nell’ambito della chirugia ortopedica. Si è poi passati alla terapia della trombosi venosa profonda e quindi alla profilassi dell’ictus da fibrillazione atriale''.

Proprio gli ineterventi ortopedici, come ad esempio quelli che si realizzano per posizionare una protesi d’anca, rappresentano elementi di rischio. Per questo si mette in atto una prevenzione mirata che punti a mantenere il sangue fluidificato proprio quando è necessario sottoporsi ad un’operazione. A rischio sono poi le persone avanti negli anni, chi soffre di tumore, gli individui sottoposti a prolungata immobilizzazione, come chi deve portare un gesso per lungo tempo o chi ha avuto una paresi.

Particolare attenzione debbono poi prestare tutte le donne adulte, in particolare durante la gravidanza e subito dopo il parto. Il consiglio del medico è fondamentale per affrontare al meglio queste situazioni e mettere in atto le opportune misure preventive.

Anoressia e alcolismo: arriva dagli USA la drunkoressia

Digiuni forzati seguiti dall’assunzione di grandi quantità di alcol.
Si chiama “drunkoressia” l’ultima tendenza, in voga soprattutto fra le giovanissime dei college americani, giunta anche in Europa, che si basa sul mix di anoressia, bulimia e alcolismo.

Il “bilanciamento delle calorie” ovvero il digiuno prolungato che può andare dalle 24 alle 48 ore, prima dell’assunzione di dosi massicce di cocktails superalcolici, si sta manifestando come una mania che rischia di diventare una vera e propria patologia fra gli adolescenti.

A tal proposito l’Associazione dei Consumatori, Codici, sottolineando la pericolosità di tale fenomeno ne lancia l’allarme, anche a seguito dei dati divulgati dall’ISTAT che considera l’alcolismo, per le giovani generazioni, un problema in continuo aumento. Inoltre, almeno il 3% degli italiani e 200mila donne, soffrirebbero di disordini e malattie legate all’alimentazione.

Questo disturbo consiste nella riduzione delle calorie, attraverso l’astensione dai pasti oppure il vomito forzato (bulimia), a cui corrisponderebbe, la possibilità di equilibrare tali carenze caloriche con quelle contenute negli alcolici.

Anche se questo comportamento non è ancora stato riconosciuto dalla medicina ufficiale come patologia, la drunkoressia possiede tutti i tratti per diventare tale. Infatti, i rischi dell’anoressia e della bulimia si unirebbero ai danni del consumo eccessivo di alcol, sottoponendo soprattutto il fegato a una lenta e inesorabile distruzione, con forme di tumore, cirrosi, epatite alcolica e steatosi (fegato grasso).

Ma anche altri organi, come l’esofago, i denti, il sistema cardiovascolare, i reni, il cuore e il sistema nervoso, subirebbero gli effetti letali di tali comportamenti.

Queste manifestazioni, comuni soprattutto fra le giovani donne, andrebbero valutate opportunamente alla luce dei modelli che la società dell’immagine ci impone, considerando che il valore di ogni individuo non è dato dall’aspetto estetico ma da quello interiore che è l’unico che può migliorare col passare degli anni.

Chirurgia plastica: Divampa la polemica dopo una puntata di Pomeriggio Cinque di Barbara D’Urso

A seguito dell'intervista rilasciata alla nostra testata dal Dottor Gualdi, relativa ad una puntata di “Pomeriggio Cinque” riguardante la chirurgia plastica, la Dott. Dvora Ancona replica a quanto dichiarato dal collega: ”Ancora una volta spiace vedere come in Italia le novità in campo scientifico siano sempre demonizzate, per questo non stupisce che questa nostra “arretratezza culturale” generi la fuga dei cervelli verso paesi più “open minded” che non pensano solo al proprio orticello e alla propria casta.
(in foto: Dott. Dvora Ancona)

Il trattamento Madonna Lift, è un trattamento di ringiovanimento del contorno occhi alternativo alla blefaroplastica, ed è stato riconosciuto come una metodica valida a livello internazionale. A conferma di ciò, le numerose pubblicazioni, tra cui quella sulla prestigiosa rivista Journal of Plastic Dermatology nel gennaio 2010, la Bibbia della dermatologia americana, e i diversi congressi internazionali in cui sono stata invitata a presentare tale metodica come ad esempio il congresso mondiale di Laser nell’aprile del 2010 a Phoenix,nonché i risultati di migliaia di pazienti, famose e non, soddisfatte di avere la palpebra sollevata senza sottoporsi a un intervento invasivo come la blefaroplastica. Il trattamento è stato ideato da me. Sono laureata in medicina e chirurgia e dal 1997 al 1999 ho vissuto in Israele dove ho lavorato nei più prestigiosi ospedali e negli USA dal 2004 al 2008 dove ho collaborato e collaboro tutt’ora con uno dei più affermati dermatologi americani. Ho conseguito corsi di specializzazione in Italia e all’estero,e attualmente sono anche docente del master in medicina estetica all’Università di Pavia e ci tengo a sottolineare che il Madonna Lift è stato sperimentato da diversi specialisti, tra cui il dermatologo americano Bruce Katz, dello studio Juva di New York, gemellato con lo studio Juva di Milano, considerato a New York uno dei massimi esperti nel campo della dermatologia. Il laser impiegato è un frazionato CO2, che sfrutta le proprietà del laser ad anidride carbonica, viene considerato internazionalmente il “gold standard” nella chirurgia dermatologica. Il Laser emana energia in un raggio scannerizzato che crea minuscoli microspot che vengono distribuiti sulla superficie cutanea, secondo una precisa matrice di emissione, per “punti”, da qui il nome Dot in inglese (punto) intervallati, minimizzando il danno termico cutaneo. I microspot emessi dal sistema provocano un immediato Shrinkage (contrazione) del collagene con conseguente Skin Tightening (tensione del tessuto) e stimolano i fibroblasti alla produzione di neocollagene. Grazie a questa contrazione, si mette in tensione il tessuto cutaneo, mentre l’anidride carbonica stimola i fibroblasti e quindi la pelle viene rinnovata, resa più fresca e elastica. Nel 2008 è stata fatta una mia prima documentazione scientifica a tal riguardo è stato riconosciuto come trattamento alternativo per il ringiovanimento degli occhi con più di 1000 casi trattati. Ancora una volta spiace vedere come in Italia le novità in campo scientifico siano sempre demonizzate, per questo non stupisce che questa nostra “arretratezza culturale” generi la fuga dei cervelli verso paesi più “open minded” che non pensano solo al proprio orticello e alla propria casta. Ma quello che fa più tristezza è il constatare come le donne siano ancora una volta penalizzate in un paese dove purtroppo il predominio maschile è radicato da secoli. Sono sicura che se questo trattamento fosse stato presentato da un uomo non ci sarebbero stati strascichi e polemiche inutili, ma siccome è stata una donna a farlo, apriti cielo… Una persona che ha successo nel suo campo suscita invidia se poi è una donna all’invidia si aggiunge anche la cattiveria e la perfida voglia di attaccarla e screditarla».

Dvora Ancona

Ospedale Rapallo: sette ore di attesa per un responso

Il consigliere regionale Armando Ezio Capurro stigmatizza l’episodio riportato dai giornali in merito al fatto che ieri ha visto protagonista una signora di Recco rimasta in attesa ben 8 ore al pronto intervento di Rapallo prima di essere accompagnata con una ambulanza al pronto soccorso di Lavagna per le cure del caso.

“Nonostante il nuovo ospedale sia ancora in fase di rodaggio – afferma Capurro – episodi del genere, che a quanto sembrerebbe vedono interessati anche alcuni turisti, non dovrebbe mai accadere”.

Nei giorni scorsi Capurro aveva scritto una lettera al direttore della Asl 4 Cavagnaro per sapere se tutti i posti letto di medicina e di cure intermedie previsti nel nosocomio di Rapallo sono stati attivati.

“In occasione della mia interpellanza che sarà discussa in consiglio regionale giovedì prossimo – conclude Capurro – relativa al trasferimento a Rapallo del servizio di day surgery dell’ospedale di Santa Margherita, ormai chiuso, intendo chiedere chiarimenti all’assessore Montaldo circa quanto é accaduto”